Dipendenti pubblici, con l’avvio dei pagamenti su NoiPA, a marzo si concentrano arretrati, integrazioni e conguagli legati a diverse posizioni contrattuali. Sullo sfondo c’è anche un tema fiscale: la Legge di Bilancio 2026 introduce una tassazione agevolata al 15% su alcune maggiorazioni (notturno/festivo/turni/riposo), ma si tratta di una misura distinta dagli arretrati “tabellari” del rinnovo e richiede di verificare quali voci siano effettivamente liquidate in busta paga.
NoiPA: le finestre di pagamento di marzo
Secondo quanto riportato da PA Magazine, la prima emissione speciale è attesa giovedì 13 marzo: in quella data dovrebbero essere liquidati arretrati stipendiali, rettifiche di cedolini, integrazioni economiche non corrisposte nei mesi precedenti, oltre a conguagli fiscali e contributivi.
Il cedolino di marzo resta consultabile in formato elettronico nell’area personale NoiPA: gli importi netti iniziano a comparire nei primi giorni del mese, mentre il cedolino completo con il dettaglio delle voci dovrebbe essere pubblicato entro il 18 marzo.
È inoltre prevista una seconda emissione speciale il 18 marzo, destinata in particolare a volontari dei Vigili del Fuoco e al personale scolastico con contratti brevi o saltuari. Per la maggioranza dei dipendenti pubblici, infine, l’emissione ordinaria dello stipendio resta collocata nell’ultima settimana del mese, comunque non oltre il 30 marzo.
Funzioni locali: arretrati e nuovi aumenti
Per il personale di Comuni e Regioni, l’attesa è legata al CCNL del comparto Funzioni locali 2022–2024, firmato in via definitiva a febbraio (sottoscrizione comunicata anche da ARAN). La stima media degli arretrati maturati fino a fine febbraio 2026 si colloca intorno a 1.700 euro lordi per lavoratore, con variazioni in base a categoria, anzianità e posizione economica.
Il contratto prevede inoltre un aumento medio di 136,76 euro lordi per tredici mensilità (pari a +5,78% del monte salari 2021), a cui si aggiunge un +0,22% di trattamento accessorio, portando l’incremento complessivo vicino a 140 euro.
Detassazioni 2026: cosa rientra e cosa no
La detassazione al 15% non è un “regime sugli arretrati” del rinnovo, ma un’imposta sostitutiva su specifiche voci accessorie. La misura è prevista dall’articolo 1, commi 10 e 11, della Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) e trova istruzioni applicative nella circolare n. 2/E del 24 febbraio 2026 dell’Agenzia delle Entrate: maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei riposi settimanali come individuati dal CCNL, e indennità/emolumenti connessi al lavoro a turni, entro il tetto annuo di 1.500 euro. La circolare richiama anche specifiche esclusioni previste dalla legge per alcuni comparti che già beneficiano di un diverso trattamento integrativo.
Un dettaglio rilevante per la platea: il comma 11 stabilisce che l’agevolazione è applicata dai sostituti d’imposta del settore privato. Nella prassi, come evidenziano i chiarimenti, ciò delimita l’operatività della misura e rende necessario attendere eventuali istruzioni specifiche per sistemi di pagamento pubblici come NoiPA. In altri termini, la norma non è costruita come beneficio “generalizzato” per tutti i lavoratori dipendenti, e non si aggancia automaticamente ai pagamenti NoiPA (arretrati e conguagli del pubblico impiego seguono, salvo diverse indicazioni operative, la fiscalità ordinaria).
Resta fermo che l’agevolazione opera solo sulle voci previste dal CCNL applicato e non si estende automaticamente a somme riconosciute da accordi aziendali o territoriali. Per questo, nel linguaggio comune, è facile creare equivoci: gli arretrati da rinnovo contrattuale (ad esempio differenze stipendiali e adeguamenti “tabellari”) non diventano automaticamente imponibili al 15%.
In concreto, per capire cosa accade sul proprio cedolino, conta la natura della voce liquidata (arretrati contrattuali, conguagli, indennità di turno, maggiorazioni notturne/festive, ecc.). Per un riepilogo divulgativo delle voci ammesse e dei limiti, vedi anche Tuttolavoro24. La verifica va fatta sul dettaglio del cedolino, dove le voci sono indicate in modo puntuale.
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