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Aumento stipendi dirigenti 2025: rinnovo contrattuale e regole

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Aumento stipendi dirigenti 2025 e rinnovo contrattuale: due percorsi distinti, descritti in modo oggettivo e coerenti con le norme e le fonti ufficiali indicate.

Adeguamento stipendi e trattativa contrattuale

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DPCM del 4 luglio 2025 ha sancito l’adeguamento annuale delle retribuzioni fisse e continuative del personale dirigente non contrattualizzato, compresi ufficiali superiori, generali e ammiragli delle Forze armate, nonché dirigenti dei Corpi di polizia civili e militari. Dal 1° gennaio 2025, tali voci stipendiali sono incrementate dello 0,61%, come previsto dall’art. 24 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, che lega l’aumento all’indice ISTAT delle retribuzioni.

Contratto dirigenti: cosa davvero si negozia

Parallelamente, si è riaperta – dopo anni di stallo – la trattativa per il primo contratto della dirigenza che include anche il personale dei comparti Sicurezza e Difesa, riferito ai trienni 2018/2020 e 2021/2023. Come chiarito anche dall’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, questo contratto non riguarda lo stipendio fisso e continuativo, già aggiornato per legge tramite DPCM, ma esclusivamente il trattamento accessorio: indennità legate a specifiche funzioni, incarichi e condizioni di servizio (es. missioni, ordine pubblico, reperibilità).

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Le risorse stanziate, seppur limitate, sono il frutto di una lunga battaglia sindacale e rappresentano un diritto dei dirigenti, non un “privilegio”. La fase negoziale in corso prevede, per i due trienni scaduti, un’erogazione una tantum, mentre per il triennio 2024/2026 si punta a nuove risorse e a un più ampio confronto normativo ed economico.

Chiarezza senza strumentalizzazioni

Nel dibattito mediatico, emergono talvolta comunicati di sigle sindacali o APCSM che, pur non avendo titolo a partecipare alla contrattazione dirigenziale, esprimono valutazioni o commenti non sempre basati su dati verificabili e veritieri. Tali posizioni, anziché contribuire in modo costruttivo al confronto, rischiano di creare confusione al personale interessato e non, e di distogliere l’attenzione dai temi reali oggetto della trattativa.

I principi fondamentali della contrattazione per i dirigenti

È utile notare che la disciplina della contrattazione e degli adeguamenti stipendiali è fissata dalla legge e non può essere piegata a interessi mediatici. Le norme che regolano l’adeguamento retributivo dei dirigenti sono chiare: lo stipendio base segue l’andamento ISTAT, mentre il trattamento accessorio è oggetto di contrattazione specifica. Come sottolineato dall’ANFP, ogni tentativo di confondere questi due piani riduce la comprensione di un tema che merita rispetto e trasparenza.

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Questo principio di rispetto e trasparenza trova applicazione anche nel recente rinnovo del contratto per il personale contrattualizzato non dirigente dei Comparti Sicurezza e Difesa e nella revisione del FESI. La nuova disciplina applicata al fondo efficienza per i servizi istituzionali, pur con impatti diversi, conferma il legame con le regole generali: meno vantaggiosa per chi in passato godeva di aggiunte legate a incarichi specifici, ma più equa per la collettività del personale interessato grazie a una redistribuzione più uniforme dei fondi, che rende l’assetto del FESI molto più simile a una quattordicesima mensilità auspicata da tempo da molte APCSM.

Fonti ufficiali:

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