Il focus di Collettiva evidenzia il rincaro del carrello della spesa, mentre l’ARAN conferma la disponibilità delle risorse per i prossimi rinnovi contrattuali. In un contesto del genere, aprire i tavoli negoziali non è un’utopia.
Costo della vita e rinnovi contrattuali: perché aprire subito i tavoli per Difesa e Sicurezza
Secondo il focus di Collettiva «Il carrello cresce, i salari calano», dal 2019 i prezzi dei prodotti alimentari in Italia sono cresciuti di circa il 30%, mentre i salari reali hanno perso potere d’acquisto rispetto al 2021. Ne derivano scelte di consumo sempre più prudenti: famiglie orientate ai beni essenziali, più spesa nei discount, maggiore attenzione a offerte e prodotti prossimi alla scadenza. In parallelo, la dinamica dei prezzi colpisce beni di largo consumo (olio d’oliva, riso, cacao, caffè, zucchero, uova), segnando ulteriormente il “carrello della spesa”.
Il nodo salariale e la perdita di potere d’acquisto
La perdita di potere d’acquisto non è un fenomeno isolato, ma in Italia è risultata più marcata nel biennio 2022–2023, quando l’inflazione cumulata ha superato il 14% (dati ISTAT). Per i lavoratori, anche nel pubblico impiego, in particolare nei comparti Difesa e Sicurezza, il recupero del potere d’acquisto non è ancora completato: i rinnovi 2022–2024 hanno contribuito solo in parte (≈ 6% medio lordo), senza però colmare l’erosione maturata durante il picco inflattivo.
Le risorse ci sono: programmazione fino al 2030
La novità rilevante per il prossimo ciclo negoziale è di natura finanziaria: con la legge di bilancio 2025, il Governo ha già programmato stanziamenti per i rinnovi contrattuali della PA su orizzonte pluriennale, fino al 2030. È un cambio di passo rispetto al passato, quando le risorse utili ad avviare i tavoli arrivavano spesso solo verso fine triennio. Secondo quanto indicato dall’ARANComunica di agosto 2025, questa impostazione “attiva le condizioni” per aprire i negoziati del triennio 2025–2027 senza attendere gli ultimi anni di vigenza contrattuale e in coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica europei. In altri termini: la programmazione copre i prossimi due rinnovi; resta tuttavia aperto il tema della sufficienza delle risorse rispetto al pieno recupero dell’erosione inflattiva.
Perché serve partire ora nei comparti Difesa e Sicurezza?
In coerenza con quanto riportato in ARANComunica di agosto 2025 e alla luce del quadro del costo della vita, appare opportuno – e realistico – aprire subito i tavoli negoziali per i contratti 2025–2027 di militari e poliziotti, scaduti il 31 dicembre 2024. L’avvio tempestivo consentirebbe di:
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definire incrementi economici coerenti con gli stanziamenti disponibili e con l’esigenza di recupero del potere d’acquisto;
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intervenire sugli istituti tipici dei comparti (indennità operative, turni H24 e una migliore redistribuzione delle risorse sulle indennità accessorie in genere);
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garantire certezza su tempi e importi, evitando che il differimento delle trattative produca, oltre ai consueti ritardi del passato, anche la percezione di perdita di una o due annualità legate ai rinnovi e agli adeguamenti in busta paga.
Apertura del tavolo negoziale nel 2025: perché per l’ARAN non è un’utopia?
Dalle recenti comunicazioni dell’ARAN emerge che il contesto 2025–2027 non è un’utopia, bensì una possibilità concreta per rilanciare la contrattazione, grazie alla programmazione pluriennale. Le stesse comunicazioni ufficiali sottolineano la possibilità di avviare “da subito” i nuovi contratti, con un percorso più ordinato rispetto alle tornate precedenti. In questa prospettiva, l’apertura del tavolo negoziale per Difesa e Sicurezza costituirebbe un segnale politico-amministrativo forte e avrebbe un duplice valore: rispondere all’urgenza sociale del carovita e utilizzare pienamente la struttura finanziaria già predisposta.
Sindacati e APCSM: un ruolo fondamentale
Con risorse programmate fino al 2030 e un’inflazione che ha lasciato strascichi pesanti sulle famiglie, differire l’avvio del negoziato rischia di depotenziare l’efficacia stessa dei rinnovi. Un cronoprogramma serrato per i comparti Difesa e Sicurezza può restituire potere d’acquisto, riconoscere la specificità delle funzioni e rafforzare la fiducia nel meccanismo contrattuale. In questo contesto, i sindacati di categoria e le APCSM rivestono un ruolo di rilievo, potendo far valere il peso degli iscritti sulla parte governativa e sollecitare l’apertura del tavolo negoziale entro il 2025. Tutto ciò è possibile solo in un contesto di unità di intenti e nell’interesse dei lavoratori.
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