Mondo Militare: evoluzione, difesa e scenari geopolitici...

decreto sicurezza proposta per militari impegnati in ordine pubblico decreto sicurezza proposta per militari impegnati in ordine pubblico

Decreto Sicurezza: proposta ASPMI per tutele ai militari in ordine pubblico

Lettura
2 min

Nel pieno dell’iter di conversione del Decreto-Legge 24 febbraio 2026, n. 23 (Decreto Sicurezza), arriva una proposta di emendamento alla Camera per rafforzare la tutela penale dei militari impiegati nei servizi di sicurezza pubblica. L’intervento punta a estendere l’art. 583-quater c.p., colmando l’attuale disparità con le Forze di polizia.

Proponiamo un estratto del seguente articolo la cui completezza può essere letta seguendo il link indicato a fine pagina.

Decreto Sicurezza, ASPMI al lavoro. Più tutele per i militari impegnati nelle operazioni di ordine pubblico

Come ASPMI seguiamo con la massima attenzione ciò che accade nelle aule parlamentari, soprattutto quando sono in discussione provvedimenti che incidono direttamente sulle condizioni operative e sulle tutele del personale in uniforme. Per questo motivo abbiamo ritenuto doveroso intervenire tempestivamente sull’iter di conversione del Decreto-Legge 24 febbraio 2026, n. 23 in materia di sicurezza pubblica.

Leggi anche:  SAP: carenze degli Istituti di formazione della Polizia

A tal proposito, il 2 marzo abbiamo formalmente trasmesso la nostra proposta di emendamento alla Commissione Difesa alla Camera, con l’obiettivo di colmare una evidente disparità di trattamento oggi esistente tra Forze di polizia e personale militare impiegato nei servizi di sicurezza pubblica.

Nel dettaglio, la proposta interviene sull’articolo 583-quater del codice penale, estendendo la tutela rafforzata prevista in caso di lesioni gravi o gravissime anche ai militari delle Forze Armate e al personale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera quando impiegati, con provvedimento dell’autorità competente, in attività di concorso alla sicurezza pubblica o di polizia marittima.

Oggi, infatti, pur operando nelle medesime condizioni di rischio – basti pensare ai dispositivi “Strade Sicure”, alla vigilanza di obiettivi sensibili o alle operazioni di controllo marittimo – i militari non beneficiano della stessa tutela penale riconosciuta agli appartenenti alle Forze di polizia. Una asimmetria che non trova giustificazione nella realtà operativa e che rischia di indebolire il principio di equiordinazione tra chi, in uniforme, svolge funzioni di sicurezza a tutela della collettività.

Leggi anche:  Taser: dispositivo sotto esame dopo i fatti di Genova e Olbia

L’emendamento ristabilisce equità: la protezione deve seguire la funzione esercitata, non il colore della divisa. In questo modo, l’aggressione a un militare impegnato in compiti di sicurezza pubblica verrebbe qualificata con la medesima gravità già prevista per le aggressioni agli operatori di polizia, rafforzando la deterrenza e affermando il principio per cui colpire un servitore dello Stato impegnato nella tutela dell’ordine pubblico significa colpire l’autorità stessa dello Stato.

Il nostro intervento vuole quindi trasformare il Decreto Sicurezza in un’opportunità di rafforzamento delle tutele per il personale militare, evitando che diventi un’occasione mancata proprio su uno dei fronti più sensibili: la protezione giuridica di chi ogni giorno opera nelle città, nei porti e nei territori a più alta esposizione al rischio.

Leggi anche:  Il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, a difesa dei militari per i fatti di Rebibbia

Continua la lettura seguendo questo link: https://www.aspmilitari.it/decreto-sicurezza-aspmi-al-lavoro-piu-tutele-per-i-militari-impegnati-nelle-operazioni-di-ordine-pubblico/


Il presente post non rappresenta una notizia ufficiale. I link presenti nell’articolo costituiscono la fonte delle informazioni che hanno ispirato il contenuto di questa pagina. Nonostante l’attenzione nella redazione dei contenuti presenti nella pagina, potrebbero essere presenti errori. Il testo ha finalità puramente informativa e non sostituisce documenti ufficiali o consulenze professionali. Per correzioni, suggerimenti o per richiedere la rimozione di elementi presenti in questa pagina, potete contattarci, clicca qui. Si declina ogni responsabilità per eventuali errori, omissioni o aggiornamenti normativi successivi alla data di pubblicazione.

Resta aggiornato, ricevi i nuovi post:

Segui il Blog su Telegram: unisciti al canale.
Segui il Blog anche su Facebook: Metti Like sulla Pagina.