Il FESI 2025 potrebbe essere liquidato tra maggio e giugno 2026. È questo il primo elemento che emerge dalla missiva congiunta inviata allo Stato Maggiore della Difesa da alcune APCSM, che sul Fondo per l’Efficienza dei Servizi Istituzionali relativo all’anno 2025 esprimono una posizione sostanzialmente condivisa, accompagnata però da una serie di richieste operative rivolte all’Amministrazione. Più precisamente, le sigle indicano quel periodo come obiettivo auspicato per il pagamento, sollecitando una rapida definizione di tutti i passaggi necessari.
FESI, probabile pagamento tra maggio e giugno: le APCSM scrivono a SMD
Nella comunicazione indirizzata a SMD, le associazioni firmatarie fanno sapere di concordare con il testo proposto sul FESI 2025, collocando quindi la loro iniziativa su un piano interlocutorio e non conflittuale. Il senso della missiva, infatti, non è quello di mettere in discussione l’impostazione generale del provvedimento, ma piuttosto di accompagnarne il percorso con osservazioni e richieste ritenute utili a rendere più ordinata, chiara e tempestiva la fase applicativa.
Accanto alla condivisione dell’impianto, le APCSM chiedono che tutte le attività propedeutiche alla liquidazione vengano avviate e concluse con la massima rapidità possibile. In questo quadro, indicano espressamente come obiettivo il pagamento del Fondo tra i mesi di maggio e giugno 2026, passaggio che rappresenta il profilo di maggiore interesse per il personale.
Il documento è sottoscritto da AMUS, SAM, SIM MARINA, SINAM, ASPMI, SIAMO LRM, SIULM e SIAM. Nel testo, le sigle si muovono in modo unitario, evidenziando una linea comune sia sulla necessità di procedere rapidamente alla definizione del Fondo, sia sull’opportunità di migliorare alcuni passaggi tecnici e procedurali che negli anni hanno generato dubbi interpretativi o rallentamenti.
Le richieste rivolte allo Stato Maggiore della Difesa
Uno dei punti messi in evidenza riguarda la circolare del CUSI relativa alla rilevazione degli elementi informativi. Le APCSM chiedono che tale documento venga trasmesso preventivamente in bozza, così da consentire eventuali osservazioni prima della sua definizione finale. La richiesta si inserisce nell’ottica di un coinvolgimento più effettivo delle associazioni anche nei passaggi attuativi, non solo nella fase di confronto generale.
Nella stessa direzione va la domanda di inserire le APCSM tra i destinatari per conoscenza delle circolari e del decreto relativo al FESI 2025. L’obiettivo, anche in questo caso, è rendere più lineare il flusso informativo e rafforzare la trasparenza del procedimento.
Un ulteriore passaggio della lettera riguarda la richiesta di evitare la diffusione sui social della circolare tecnica del CUSI prima del completamento dell’iter. Secondo le sigle firmatarie, documenti non ancora perfezionati dovrebbero restare nell’alveo istituzionale fino alla conclusione formale del procedimento, così da evitare anticipazioni potenzialmente idonee a generare confusione o aspettative non ancora consolidate.
I punti tecnici segnalati dalle APCSM
Tra i temi posti all’attenzione di SMD compare anche il chiarimento sui criteri di computo delle 110 giornate di assenze fisiologiche, questione che ogni anno assume rilievo pratico nella lettura delle regole di maturazione del Fondo. Le APCSM chiedono, su questo punto, un’indicazione chiara e univoca, proprio per ridurre margini di incertezza applicativa.
La missiva affronta inoltre il tema della contabilizzazione dei permessi sindacali retribuiti fruiti dai dirigenti sindacali per partecipare a incontri formalmente convocati da amministrazioni pubbliche. Anche qui, la richiesta è quella di definire una procedura uniforme, capace di assicurare registrazioni corrette e tempestive ed evitare disallineamenti nelle fasi di rilevazione.
Lo sguardo già rivolto al FESI 2026
Nella parte finale della comunicazione emerge anche una prospettiva più ampia. Le associazioni firmatarie chiedono infatti un incontro con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, da convocare quanto prima, con l’obiettivo di avviare un confronto utile a creare le condizioni per un possibile incremento dell’importo del FESI 2026.
Il quadro che emerge dalla lettera è dunque quello di una posizione comune che, pur condividendo le scelte di fondo sul FESI 2025, punta a ottenere tempi di pagamento più rapidi, maggiore trasparenza procedurale e alcuni chiarimenti tecnici ritenuti essenziali per il personale. In questa chiave si colloca anche l’indicazione più attesa contenuta nella missiva: il pagamento tra maggio e giugno viene indicato dalle APCSM come obiettivo da perseguire nel confronto con l’Amministrazione.
Approfondimento
Per tutti i dettagli della missiva è possibile consultare il comunicato congiunto sul FESI 2025 pubblicato dal SIULM.
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