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incontro tra delegazione governo e organizzazioni sindacali di polizia e forze armate incontro tra delegazione governo e organizzazioni sindacali di polizia e forze armate

Palazzo Chigi: esito incontro Governo e sindacati su sicurezza e difesa

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Incontro a Palazzo Chigi su sicurezza e difesa

Il confronto del 9 dicembre a Palazzo Chigi tra Governo, sindacati e APCSM dei comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico arriva dopo la promozione della manovra italiana da parte della Commissione europea e riapre il tema di come utilizzare eventuali margini di bilancio per personale, pensioni e contratti.

Il contesto europeo e i margini di bilancio

Secondo le ricostruzioni della stampa economica e delle istituzioni europee, la procedura per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia è al momento sospesa: la Commissione ha giudicato credibile il percorso di rientro programmato dal Governo, pur rinviando valutazioni definitive ai prossimi esercizi.

Nei servizi dedicati all’incontro, fonti governative spiegano che un’eventuale chiusura positiva del confronto con Bruxelles potrebbe liberare ulteriori spazi di manovra. Non sono però indicati importi precisi né destinazioni vincolate, e le cifre circolate sul risparmio per interessi o su possibili “tesoretti” restano, allo stato attuale, valutazioni tecniche e politiche, non stanziamenti già definiti per il comparto.*

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Le richieste comuni di sindacati e APCSM

Dagli articoli pubblicati su Agenpress e dalle note di diverse sigle, tra cui SILP Cgil, UNARMA e FNS CISL, emerge un quadro abbastanza omogeneo delle priorità rivendicate.

Le organizzazioni chiedono l’avvio nei primi mesi del 2026 della contrattazione per il triennio 2025-2027, con risorse ritenute adeguate a recuperare almeno in parte la perdita di potere d’acquisto. Contestano l’innalzamento dell’età pensionabile previsto dall’articolo 42 della legge di bilancio e chiedono la sua cancellazione.

Altro punto centrale è il finanziamento effettivo di una previdenza dedicata, considerata il primo passo verso una vera previdenza complementare per il personale di sicurezza e difesa.

Tra i punti più spesso richiamati in modo trasversale dalle sigle, si segnalano in particolare:

  • il rafforzamento degli organici e delle assunzioni;
  • il pagamento e la detassazione degli straordinari, anche arretrati;
  • la riduzione dei tempi di liquidazione del TFS/TFR;
  • il miglioramento delle condizioni di lavoro, con attenzione a salute, sicurezza e alloggi di servizio.
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In alcuni interventi viene inoltre richiamata una maggiore attenzione al personale volontario (VFI/VFT e VFP) e l’apertura dei tavoli per l’attuazione degli strumenti di previdenza dedicata e previdenza complementare.

Le assicurazioni del Governo e i nodi aperti

Sempre secondo quanto riferito da Agenpress e da altre fonti di agenzia, il Governo ha confermato la presenza di risorse aggiuntive per il comparto rispetto al 2025 e ha ribadito l’impegno su carriere, previdenza dedicata, tempi del TFS e turnover. Il ministro dell’Interno avrebbe inoltre assicurato ulteriori fondi per straordinari e previdenza dedicata, oltre all’avvio nei primi mesi dell’anno dei lavori sul nuovo contratto.

Restano però aperte le questioni chiave: l’ammontare complessivo delle risorse che saranno effettivamente destinate a contratto e previdenza, le modalità di finanziamento della previdenza complementare e il calendario concreto del tavolo negoziale, che dovranno emergere nei prossimi passaggi politici e tecnici.

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