Mondo Militare: evoluzione, difesa e scenari geopolitici...

ARAN pubblica il rapporto secondo semestre 2025 sulle retribuzioni dei dipendenti pubblici ARAN pubblica il rapporto secondo semestre 2025 sulle retribuzioni dei dipendenti pubblici

Retribuzioni pubbliche 2025, il Rapporto ARAN e il nodo Difesa-Sicurezza

Lettura
3 min

Il Rapporto semestrale ARAN n. 2/2025 fotografa l’andamento delle retribuzioni pubbliche: crescita nel 2025, effetti dei rinnovi contrattuali e differenze tra comparti. Per Difesa e Sicurezza il dato va letto dentro una cornice specifica, distinta dai comparti ARAN ma inserita nel quadro generale della Pubblica Amministrazione.

Retribuzioni pubbliche 2025: cosa emerge dal Rapporto ARAN

Il Rapporto semestrale ARAN sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti n. 2/2025, elaborato sui dati disponibili al 16 aprile 2026, offre una lettura complessiva dell’andamento retributivo nella Pubblica Amministrazione e nel settore privato. Il documento analizza, in particolare, le retribuzioni di fatto del comparto Funzioni centrali nel periodo 2021-2023 e la dinamica delle retribuzioni contrattuali nel 2025 e nel decennio 2015-2025.

Secondo quanto riportato dall’ARAN, nel 2025 le retribuzioni contrattuali sono cresciute del 3,1% per l’intera economia, con un dato del 3,2% per il settore privato e del 2,7% per la Pubblica Amministrazione non dirigente. Si tratta di una fotografia ancora parziale per alcuni settori pubblici, perché diversi rinnovi del triennio 2022-2024 hanno prodotto effetti solo a fine 2025 o nei primi mesi del 2026.

Il peso di contratti, IVC e interventi legislativi

Un elemento centrale del Rapporto è il ruolo combinato tra rinnovi contrattuali, indennità di vacanza contrattuale e interventi legislativi. Nel comparto Funzioni centrali, la crescita retributiva di fatto 2021-2023 è stata indicata al 13%, quasi il doppio rispetto alla crescita stimabile sulla base dei soli rinnovi e degli adeguamenti noti.

A incidere, secondo l’analisi ARAN, non sono stati soltanto i contratti nazionali, ma anche la IVC ordinaria e potenziata, la perequazione delle indennità di amministrazione, le dinamiche di carriera, turnover, produttività e risultato. Il Rapporto evidenzia così un elemento utile alla lettura del quadro pubblico: una parte della crescita retributiva può derivare anche da misure di legge e da scelte gestionali interne alle amministrazioni.

Leggi anche:  Intelligenza artificiale e droni: la nuova caccia ai sottomarini

Funzioni centrali in evidenza, altri comparti con effetti rinviati

Tra i comparti ARAN, la crescita media annua 2025 viene indicata al 2,2%. Le Funzioni centrali registrano il dato più elevato, con +5,4%, per effetto della ripresa dell’IVC potenziata, del rinnovo contrattuale 2022-2024, della nuova IVC 2025-2027 e del secondo decreto di perequazione delle indennità di amministrazione.

Più contenuti, invece, i dati di altri comparti: Istruzione e Ricerca +2,8%, Sanità +0,8%, Funzioni locali +0,6%. Anche in questo caso, la lettura richiede cautela: per alcuni comparti il pieno effetto dei rinnovi si vedrà soprattutto nei dati successivi, perché le sottoscrizioni definitive sono intervenute tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026.

Difesa e Sicurezza: rinnovi indicati nel quadro della PA

Per il personale dei comparti Difesa, Sicurezza e Vigili del fuoco, il Rapporto ARAN non li colloca tra i comparti contrattualizzati ARAN, ma li richiama nella sezione dedicata al personale non dirigente in regime di diritto pubblico. È un passaggio da leggere con attenzione, perché consente di inserire anche questi settori nella cornice complessiva delle retribuzioni pubbliche, pur nel rispetto della loro diversa disciplina negoziale.

Nel riepilogo dei principali rinnovi del 2025, il Rapporto indica la sottoscrizione dei rinnovi Forze dell’ordine 2022-2024 e Militari-Difesa 2022-2024 al 24 marzo 2025, mentre per i Vigili del fuoco 2022-2024 viene riportata la data del 23 giugno 2025. Per questi settori, quindi, il 2025 è stato un anno in cui gli effetti dei rinnovi si sono innestati sulla dinamica generale delle retribuzioni pubbliche e sulla nuova IVC del triennio 2025-2027.

Leggi anche:  Articolo 42, pensioni: penalizzati militari e forze dell’ordine

Il punto, per Difesa e Sicurezza, non è solo la variazione media delle retribuzioni contrattuali, ma anche la capacità del prossimo ciclo negoziale di tradurre la specificità del servizio in risorse e istituti coerenti. In questo quadro si inserisce anche la nuova tornata di incontri tecnici prevista per il 26 e 27 maggio presso la Funzione pubblica, dedicata alla prosecuzione del confronto sui rinnovi contrattuali del triennio 2025-2027. Un passaggio che, secondo le posizioni espresse in questi mesi dalle parti sociali, resta collegato alla richiesta di ulteriori risorse per dare maggiore peso alla specificità dei settori Difesa e Sicurezza.

Il Rapporto ARAN, pur non entrando nel merito delle singole rivendicazioni del personale militare e delle Forze di polizia, mostra quanto la dinamica retributiva pubblica dipenda ormai da più fattori: contratti, anticipi, indennità, norme di finanziamento e tempi effettivi di applicazione.

Il confronto decennale

Nel periodo 2015-2025, il Rapporto indica una crescita cumulata delle retribuzioni contrattuali pari al 16,2% nel settore privato e al 14,9% nella Pubblica Amministrazione non dirigente. Tra i comparti ARAN, le Funzioni centrali raggiungono +17,7%, mentre Sanità si attesta a +15,7% e Funzioni locali e Istruzione e Ricerca a +13,4%.

Nel grafico dedicato alla crescita cumulata per comparto, il Rapporto non espone una percentuale autonoma per Difesa, Sicurezza e Vigili del fuoco, che vengono invece richiamati nella parte relativa ai principali rinnovi del personale non dirigente in regime di diritto pubblico. Per questi settori, quindi, il dato decennale direttamente utilizzabile resta quello generale della Pubblica Amministrazione non dirigente, pari al +14,9%, da leggere però come cornice complessiva e non come misurazione specifica del solo personale in uniforme.

Leggi anche:  L’Italia spende davvero il 2% del Pil per la difesa?

La lettura decennale conferma che gli aumenti non si distribuiscono in modo uniforme. Per il personale in uniforme, il dato generale della PA rappresenta quindi solo una cornice: la valutazione concreta richiede il confronto con le specifiche regole dei comparti Difesa e Sicurezza, con gli istituti accessori e con gli effetti effettivi dei rinnovi sul cedolino.

Approfondimento

Per consultare la comunicazione ufficiale è disponibile la pagina ARAN dedicata al Rapporto semestrale sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti.

Il documento completo può essere letto nel Rapporto semestrale ARAN n. 2/2025.


Il presente post non rappresenta una notizia ufficiale. I link presenti nell’articolo costituiscono la fonte delle informazioni che hanno ispirato il contenuto di questa pagina. Nonostante l’attenzione nella redazione dei contenuti presenti nella pagina, potrebbero essere presenti errori. Il testo ha finalità puramente informativa e non sostituisce documenti ufficiali o consulenze professionali.

Per correzioni, suggerimenti o per richiedere la rimozione di elementi presenti in questa pagina, potete contattarci, clicca qui. Si declina ogni responsabilità per eventuali errori, omissioni o aggiornamenti normativi successivi alla data di pubblicazione.

Resta aggiornato, ricevi i nuovi post:

Segui il Blog su Telegram: unisciti al canale.
Segui il Blog anche su Facebook: Metti Like sulla Pagina.
Ti Piace questo contenuto? Se lo condividi, per favore, cita la fonte, indica che proviene da il “corrieredeimilitari.com”.