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Riduzione IRPEF 2026: aliquota al 33% e vantaggi a personale in divisa

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Riduzione IRPEF 2026: dal 35% al 33% per il “ceto medio”. Impatto su militari e poliziotti

In queste ultime settimane di dicembre 2025 la Manovra 2026 è arrivata alla fase finale dell’iter parlamentare: dopo l’approvazione in prima lettura al Senato (23 dicembre 2025), il disegno di legge è passato alla Camera, dove l’iter conclusivo prevede di norma un voto di fiducia e un voto finale. In questo quadro, l’attenzione si concentra anche su una misura che interessa il personale in divisa.

La misura è prevista nel disegno di legge di bilancio e, se confermata in via definitiva, si applicherà dal 1° gennaio 2026 intervenendo sul secondo scaglione IRPEF: l’aliquota passa dal 35% al 33% sulla quota di reddito compresa tra 28.000 e 50.000 euro. È una misura generalista (vale per tutti i contribuenti) che, per chi rientra nello scaglione, produce un risparmio massimo fino a 440 euro annui.

Che cosa cambia dal 1° gennaio 2026: aliquota al 33% nello scaglione 28.000–50.000 euro

L’aliquota ridotta non si applica all’intero reddito, ma solo alla porzione che cade nello scaglione 28.000–50.000 euro.

  • Sotto 28.000 euro: nessun effetto dalla misura.
  • Tra 28.000 e 50.000 euro: risparmio proporzionale alla quota oltre 28.000.
  • Sopra 50.000 euro: il risparmio si “ferma” a 440 euro (perché oltre 50.000 euro si applica l’aliquota prevista per lo scaglione successivo, oggi pari al 43%).

Oltre 200.000 euro: come viene neutralizzato lo sconto?

Come si legge dal disegno di legge di bilancio, è previsto un meccanismo che, per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 200.000 euro, neutralizza (cioè riduce o annulla) il beneficio dell’aliquota al 33%. In pratica, il vantaggio viene recuperato attraverso una riduzione di alcune detrazioni per oneri (meccanismo tecnico: -440 euro), così che l’effetto finale per quei redditi risulti nullo o molto limitato. Questa parte non incide sui redditi sotto 50.000 euro, ma è utile per leggere il disegno complessivo della norma.

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Come si calcola il risparmio (in modo semplice)

Per redditi fino a 50.000 euro, una regola pratica è:

Risparmio annuo (stimato) = 2% × (reddito imponibile IRPEF − 28.000):

  1. se il reddito è ≤ 28.000, il risparmio è 0;
  2. il risparmio massimo si raggiunge a 50.000 euro: 2% × 22.000 = 440 euro.

Quanto vale sul cedolino: alcuni esempi

Reddito imponibile (stima) Quota “28–50” Risparmio annuo stimato Equivalente mensile (media annua)
30.000 € 2.000 € 40 € ~3,3 €/mese
35.000 € 7.000 € 140 € ~11,7 €/mese
40.000 € 12.000 € 240 € ~20,0 €/mese
45.000 € 17.000 € 340 € ~28,3 €/mese
50.000 € 22.000 € 440 € ~36,7 €/mese

Attenzione: parliamo di stima “a aliquote”, utile per orientarsi. L’effetto mensile può non essere uniforme (tredicesima e conguagli). Il netto effettivo può variare per detrazioni, capienza, oneri deducibili/detraibili, addizionali e conguagli.

Perché riguarda anche il personale in divisa

Per una parte rilevante del personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia, la base imponibile IRPEF (al netto di oneri deducibili) può collocarsi in tutto o in parte nella fascia 28.000–50.000 euro. In questi casi, il beneficio di norma viene riconosciuto in busta paga tramite le ritenute e si traduce in un incremento del netto nell’ordine di poche decine di euro al mese, secondo le simulazioni sopra.

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Cosa dicono sindacati e APCSM

Sindacati di Polizia: “misura utile, ma non basta”

Nelle prese di posizione pubblicate in queste settimane, i sindacati di Polizia riconoscono che la riduzione dell’aliquota IRPEF dal 35% al 33% rappresenta un intervento fiscale concreto, ma la collocano dentro una valutazione più ampia sulla Manovra, ritenuta nel complesso insufficiente rispetto alle priorità del comparto. Nella lettura del SIULP il taglio IRPEF viene richiamato come uno dei pochi elementi “positivi” in un quadro critico, mentre un comunicato congiunto FSP Polizia insiste soprattutto su risorse e tutele ritenute mancanti. Su una linea analoga si colloca anche il COISP, che parla di “primi risultati” ma sottolinea che la riduzione IRPEF non esaurisce il confronto su stipendi, indennità e riconoscimenti di specificità.

Guardia di Finanza: focus su “autorità politica di riferimento” e richieste al MEF

Il SINAFI ha pubblicato note e documenti sul perimetro della manovra, collegando le misure fiscali e di bilancio anche alla specificità del Corpo e alle richieste rivolte al MEF.

CGIL: tema “fiscal drag” e beneficio limitato

La CGIL, in più interventi pubblici, insiste sull’idea che senza interventi strutturali sul drenaggio fiscale, il beneficio del 33% resti numericamente contenuto (0–440 euro annui) rispetto alle perdite di potere d’acquisto.

SIULM Interforze: ci sono ancora margini di miglioramento

Nella lettura del SIULM, la riduzione dell’aliquota viene considerata un segnale positivo (un “piccolo passo avanti”), ma non sufficiente. Il sindacato evidenzia in particolare: chi ha redditi inferiori a 28.000 euro non trae alcun beneficio, perché lo sconto opera solo sulla quota di reddito nello scaglione 28.000–50.000. Secondo il SIULM, questo rischia di lasciare fuori una parte di personale più giovane e dei primi gradi, spesso alle prese con spese elevate (affitti, trasferimenti e vita lontano dalla famiglia), mentre il costo della vita continua a crescere.

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Approfondimenti


Nota: questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza fiscale o legale. L’impatto sul netto può variare in base a imponibile effettivo, detrazioni/deduzioni, addizionali, conguagli e situazioni personali; per verifiche puntuali resta utile il confronto con un CAF/professionista o con la propria amministrazione.


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