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dopo dieci anni di guerra, la Russia si ritira dall'afghanistan il 15 febbraio 1989 dopo dieci anni di guerra, la Russia si ritira dall'afghanistan il 15 febbraio 1989

Ritiro sovietico dall’Afghanistan: cosa accadde il 15 febbraio 1989

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Il 15 febbraio 1989 segnò una data cruciale per l’Afghanistan comunista e per la stessa Unione Sovietica: si concluse il ritiro delle truppe sovietiche, impegnate per quasi dieci anni, dal dicembre 1979, a sostegno del governo di Kabul. In quel decennio Mosca pagò un prezzo altissimo: le stime ufficiali parlano di circa quindicimila militari uccisi, oltre a migliaia di feriti e a un numero significativo di dispersi.

Proponiamo un estratto del seguente articolo la cui completezza può essere letta seguendo il link indicato a fine pagina.

15 febbraio 1989: ritiro delle truppe sovietiche dall’Afghanistan

L’ultima colonna corazzata attraversò il Ponte dell’Amicizia sull’Amu Darya, guidata dal generale Boris Gromov, in un’immagine destinata a diventare simbolo della fine di una guerra che aveva segnato profondamente la società sovietica.

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Il conflitto, durato quasi dieci anni, non fu soltanto un confronto militare nel quadro della guerra fredda, ma si trasformò progressivamente in un logorante scontro contro la guerriglia dei mujaheddin sostenuti dall’esterno. I numeri ufficiali parlano di circa quindicimila militari sovietici uccisi e oltre trentacinquemila feriti, a cui si aggiungono dispersi e un numero molto più ampio di reduci segnati da traumi psicologici. Per una società abituata alla retorica della vittoria e del sacrificio glorioso, la guerra afghana rappresentò una frattura dolorosa e difficile da elaborare.

Quando Michail Gorbačëv salì al potere nel 1985, definì il conflitto una “ferita sanguinante”. La decisione di ritirare le truppe, formalizzata negli accordi di Ginevra del 1988, rispondeva non solo a valutazioni strategiche ma anche alla crescente pressione interna. L’economia sovietica era appesantita dai costi militari, mentre l’opinione pubblica iniziava a interrogarsi sul senso di una guerra lontana, lunga e sempre più impopolare.

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