Mondo Militare: evoluzione, difesa e scenari geopolitici...

Transito del personale militare delle forze armate e arma dei carabinieri nei ruoli civili della difesa Transito del personale militare delle forze armate e arma dei carabinieri nei ruoli civili della difesa

Transito dei militari nei ruoli civili: cosa prevede la circolare della Difesa

Lettura
5 min

Il transito nei ruoli civili della Difesa riguarda il personale militare che, dopo un giudizio di permanente non idoneità al servizio militare, può essere impiegato in mansioni civili compatibili. La circolare del 25 luglio 2023 chiarisce requisiti, tempi, documenti, sede di assegnazione e inquadramento.

Transito dei militari nei ruoli civili: cosa prevede la circolare della Difesa

Sempre più spesso il tema riguarda militari che, dopo periodi di assenza dal servizio per condizioni sanitarie rilevanti e dopo le valutazioni degli istituti medico-legali militari, ricevono un giudizio di permanente non idoneità al servizio militare incondizionato.

Da quel momento si apre una scelta delicata: restare al servizio dello Stato in altre funzioni, attraverso il transito nei ruoli civili della Difesa, oppure chiudere definitivamente il rapporto d’impiego nel comparto militare.

La valutazione non è uguale per tutti. Per chi ha pochi anni di servizio, soprattutto se arruolato dopo il 1995 e ancora lontano dalla maturazione di una pensione adeguata, il passaggio nei ruoli civili può diventare una soluzione quasi necessaria. Per il personale più anziano e vicino alla pensione, invece, il congedo può risultare una strada più coerente con la propria posizione previdenziale, da valutare caso per caso.

Senza entrare nel merito delle patologie che hanno determinato il giudizio medico, la circolare del Ministero della Difesa del 25 luglio 2023, edita e coordinata da PERSOMIL e PERSOCIV, offre una panoramica operativa della disciplina relativa al transito del personale militare non idoneo nei ruoli civili, in applicazione dell’articolo 930 del Codice dell’ordinamento militare.

Il documento disciplina anche le modalità di impiego, compresa l’eventuale sede di nuova assegnazione, e consente di chiarire alcuni dei dubbi più frequenti che sorgono quando il militare interessato deve decidere se proseguire l’impiego nella Difesa come dipendente civile oppure cessare dal servizio militare secondo gli esiti e le opzioni previste dall’ordinamento.

Quando il militare può chiedere il transito nei ruoli civili

Il presupposto principale è il giudizio della competente Commissione medica: il militare deve essere dichiarato permanentemente non idoneo al servizio militare incondizionato, ma allo stesso tempo idoneo a svolgere mansioni compatibili nei ruoli civili del Ministero della Difesa.

Non si tratta, quindi, di un passaggio automatico né di una scelta ordinaria di carriera. Il transito nasce da una condizione sanitaria che impedisce la prosecuzione del servizio militare, ma non esclude ogni possibilità di impiego nell’Amministrazione.

Leggi anche:  Congedo assoluto e riserva: regole e limiti secondo il COM

Proprio per questo la procedura serve a verificare se il personale possa essere ricollocato in un profilo civile coerente con il grado posseduto, le professionalità maturate e le esigenze funzionali della Difesa.

La domanda: termini, documenti ed effetti immediati

Uno dei passaggi più importanti riguarda il termine per presentare la domanda. Il militare interessato deve proporre istanza entro 30 giorni dalla notifica del giudizio definitivo di non idoneità.

È un termine centrale, perché la circolare richiama espressamente i casi in cui la domanda può risultare inammissibile, irricevibile o improcedibile.

Alla domanda devono essere allegati, tra gli altri documenti, il giudizio medico, l’informativa e il consenso al trattamento dei dati personali, l’autocertificazione dell’interessato e il foglio notizie compilato dall’Ente o Comando di appartenenza. Per alcuni gradi è previsto anche uno specifico consenso all’inquadramento nella posizione apicale di livello non dirigenziale.

La presentazione della domanda produce effetti immediati. La procedura sospende l’applicazione delle disposizioni relative a eventuali modifiche di posizione di stato e, nelle more della definizione del procedimento, il militare è considerato in aspettativa.

In questa fase conserva il trattamento economico goduto all’atto del giudizio di non idoneità, ma non può essere impiegato in mansioni militari.

La circolare chiarisce anche cosa accade in caso di documentazione mancante. Se l’Amministrazione chiede integrazioni e l’interessato non provvede nei termini indicati, la domanda può diventare improcedibile. È quindi essenziale che la pratica sia completa e correttamente istruita fin dall’inizio.

Inquadramento nei ruoli civili e sede di prima assegnazione

Il personale transitato viene inquadrato nei ruoli civili della Difesa in soprannumero, secondo la corrispondenza tra grado militare posseduto e area del personale civile. L’inquadramento tiene conto della nuova articolazione del CCNL Funzioni Centrali, con riferimento alle aree dei Funzionari e degli Assistenti.

Un aspetto rilevante riguarda il trattamento economico. La circolare chiarisce che il personale transitato conserva la posizione economica acquisita da militare attraverso un assegno ad personam, pari alla differenza tra il trattamento maturato nel ruolo militare e quello spettante nel nuovo impiego civile. Tale assegno è destinato a essere riassorbito con i successivi incrementi stipendiali, fino al progressivo allineamento con il trattamento previsto per il corrispondente profilo civile.

La sede di prima assegnazione non è rimessa alla libera scelta dell’interessato. La circolare prevede che l’Amministrazione tenga conto delle esigenze funzionali della Forza Armata o dell’Arma dei Carabinieri di provenienza, del profilo professionale individuato, della residenza o del domicilio del nucleo familiare e, ove possibile, della disponibilità di enti viciniori.

Leggi anche:  Circolare giuramento militare: nuove regole e obblighi

L’impostazione generale è orientata a favorire, ove possibile, il ricollocamento del personale transitato nell’ambito della stessa Forza Armata o dell’Arma di provenienza, secondo i criteri organizzativi definiti dalle rispettive articolazioni. La circolare richiama infatti anche le specifiche direttive di settore, che orientano l’individuazione della sede in base alle esigenze dell’Amministrazione e alla concreta possibilità di impiego del dipendente civile nel nuovo profilo assegnato.

Questo significa che il criterio della vicinanza alla residenza o al domicilio familiare ha rilievo, ma non opera in modo automatico. Anche se l’inquadramento nei ruoli civili avviene in soprannumero, l’individuazione della sede deve comunque tenere conto delle esigenze della Forza Armata o dell’Arma di provenienza, del profilo professionale attribuito dopo il transito e della possibilità concreta di impiegare il dipendente civile in modo coerente con le funzioni assegnate.

L’impostazione, in sostanza, è quella di privilegiare l’assegnazione nell’ambito della stessa Forza Armata o Arma di provenienza, quando ciò risulti compatibile con i criteri organizzativi e funzionali richiamati dalla circolare.

Dopo il passaggio nei ruoli civili, inoltre, il dipendente deve permanere nella sede di prima assegnazione per almeno cinque anni, salvo le eccezioni previste dall’ordinamento. In tale periodo non può ordinariamente partecipare alle procedure di mobilità.

Tabella di conversione tra gradi militari e aree civili

Esercito Marina Aeronautica Arma dei Carabinieri Fascia retributiva Nuova area CCNL Funzioni Centrali 2019/2021
Tenente Colonnello Capitano di Fregata Tenente Colonnello Tenente Colonnello F4 Area Funzionari
Maggiore Capitano di Corvetta Maggiore Maggiore F4 Area Funzionari
Capitano Tenente di Vascello Capitano Capitano F4 Area Funzionari
Tenente Sottotenente di Vascello Tenente Tenente F3 Area Funzionari
Sottotenente Guardiamarina Sottotenente Sottotenente F3 Area Funzionari
Primo Luogotenente Primo Luogotenente Primo Luogotenente Luogotenente carica speciale F3 Area Funzionari
Luogotenente Luogotenente Luogotenente Luogotenente F3 Area Funzionari
Primo Maresciallo Primo Maresciallo Primo Maresciallo Maresciallo Maggiore F3 Area Funzionari
Passaggio all’Area Assistenti
Maresciallo Capo Capo di 1ª Classe Maresciallo di 1ª Classe Maresciallo Capo F6 Area Assistenti
Maresciallo Ordinario Capo di 2ª Classe Maresciallo di 2ª Classe Maresciallo Ordinario F5 Area Assistenti
Maresciallo Capo di 3ª Classe Maresciallo di 3ª Classe Maresciallo F4 Area Assistenti
Sergente Maggiore Aiutante 2° Capo Aiutante Sergente Maggiore Aiutante Brigadiere Capo Qualifica Speciale F5 Area Assistenti
Sergente Maggiore Capo Secondo Capo Scelto Sergente Maggiore Capo Brigadiere Capo F5 Area Assistenti
Sergente Maggiore Secondo Capo Sergente Maggiore Brigadiere F4 Area Assistenti
Sergente Sergente Sergente Vicebrigadiere F3 Area Assistenti
Graduato Aiutante Sottocapo Aiutante Graduato Aiutante Appuntato Scelto Qualifica Speciale F3 Area Assistenti
Primo Graduato Sottocapo Scelto Primo Graduato Appuntato Scelto F3 Area Assistenti
Graduato Capo Sottocapo di 1ª Classe Primo Aviere Capo Appuntato F2 Area Assistenti
Graduato Scelto Sottocapo di 2ª Classe Primo Aviere Scelto Carabiniere Scelto F2 Area Assistenti
Graduato Sottocapo di 3ª Classe Aviere Capo Carabiniere F1 Area Assistenti
Leggi anche:  Richiamo in servizio militare: differenze tra riserva, ausiliaria e altre categorie

Rinuncia, mancata presentazione e profili disciplinari

La circolare disciplina anche la mancata presentazione e la rinuncia. Se l’interessato non si presenta alla convocazione senza giustificato motivo, l’Amministrazione può considerare la condotta come rinuncia al transito. La rinuncia può essere formalizzata anche prima della sottoscrizione del contratto individuale di lavoro.

Un ulteriore profilo riguarda eventuali procedimenti penali o disciplinari. Prima della conclusione della procedura vengono verificati gli elementi che possono incidere sulla posizione dell’interessato, inclusi procedimenti pendenti, sanzioni disciplinari di stato, perdita del grado o altre cause ostative previste dall’ordinamento.

Il transito nei ruoli civili rappresenta dunque uno strumento di ricollocazione amministrativa importante, ma regolato da passaggi precisi.

Per il personale interessato, i punti decisivi restano tre: rispettare il termine dei 30 giorni, presentare una documentazione completa e comprendere che l’assegnazione nei ruoli civili segue criteri amministrativi, non una libera scelta individuale.


Il presente post non rappresenta una notizia ufficiale. I link presenti nell’articolo costituiscono la fonte delle informazioni che hanno ispirato il contenuto di questa pagina. Nonostante l’attenzione nella redazione dei contenuti presenti nella pagina, potrebbero essere presenti errori. Il testo ha finalità puramente informativa e non sostituisce documenti ufficiali o consulenze professionali. Per correzioni, suggerimenti o per richiedere la rimozione di elementi presenti in questa pagina, potete contattarci, clicca qui. Si declina ogni responsabilità per eventuali errori, omissioni o aggiornamenti normativi successivi alla data di pubblicazione.

Resta aggiornato, ricevi i nuovi post:

Segui il Blog su Telegram: unisciti al canale.
Segui il Blog anche su Facebook: Metti Like sulla Pagina.
Ti Piace questo contenuto? Se lo condividi, per favore, cita la fonte, indica che proviene da il “corrieredeimilitari.com”.

Licenza Creative Commons