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Indennità per consegnatari, apertura dei vertici militari, questione di fondi... Indennità per consegnatari, apertura dei vertici militari, questione di fondi...

Indennità consegnatari militari: il SIULM chiede una norma

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Lo Stato Maggiore Aeronautica apre al riconoscimento di una specifica indennità per i militari incaricati delle funzioni di consegnatario, ma rinvia la soluzione a tempi e risorse ancora incerti. Per il SIULM serve ora una norma chiara, capace di superare la disparità con il personale civile della Difesa.

Riceviamo e proponiamo il seguente comunicato la cui completezza può essere letta seguendo il link indicato a fine pagina.

INDENNITÀ AI MILITARI INCARICATI DELLE FUNZIONI DI CONSEGNATARIO: LO STATO MAGGIORE AERONAUTICA APRE, MA RINVIA

Risposta dello Stato Maggiore Aeronautica al SIULM: Apertura su indennità consegnatari, ma senza tempi e risorse certe. La nostra posizione: serve una norma subito

Il SIULM ha ricevuto la risposta dello Stato Maggiore dell’Aeronautica alla nostra richiesta sul mancato riconoscimento delle indennità ai militari incaricati delle funzioni di consegnatario.

Lo Stato Maggiore Aeronautica prende atto del problema e, per la prima volta, apre formalmente alla possibilità di istituire una specifica indennità. Allo stesso tempo, rinvia la soluzione a condizioni ancora incerte.

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Nel documento ufficiale inviato al SIULM, lo Stato Maggiore Aeronautica conferma che la questione è stata posta all’attenzione dei tavoli tecnici e che, in ambito interforze, è stato espresso un parere favorevole all’introduzione dell’indennità, subordinato però alla disponibilità di risorse finanziarie.

Riconoscimento del problema, ma nessuna soluzione

Prendiamo atto dell’apertura dello Stato Maggiore Aeronautica. È un segnale che non possiamo ignorare.

Però, allo stesso tempo, non possiamo fermarci qui. Perché oggi, nei fatti, nulla cambia per il personale militare che svolge le funzioni di consegnatario.

Non ci sono tempi certi. Non ci sono risorse stanziate. Non c’è ancora una soluzione strutturale.

E questo significa che chi ogni giorno gestisce beni, materiali e responsabilità patrimoniali continua a farlo senza un adeguato riconoscimento economico.

La posizione del SIULM: equità, non trattamenti di favore

Quando il SIULM ha sollevato la problematica, lo abbiamo fatto partendo da un dato concreto: esiste una disparità evidente.

Il personale civile della Difesa, a parità di funzione, percepisce una indennità specifica. Il personale militare no.

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Eppure le responsabilità sono le stesse. Anzi, spesso sono maggiori, perché si inseriscono in un contesto operativo e in uno status che comporta ulteriori obblighi.

Noi non chiediamo privilegi. Chiediamo equità.

Per questo abbiamo avanzato richieste chiarericonoscere una indennità specifica ai militari consegnatari; eliminare la disparità con il personale civile; valorizzare concretamente il ruolo e le responsabilità assunte.

Senza norma, il problema resta

Seppur in maniera indiretta, anche lo Stato Maggiore Aeronautica lo conferma: senza un intervento normativo, la questione non può essere risolta in modo definitivo.

Serve una norma chiara, stabile, che riconosca in modo strutturale ciò che oggi è evidente: il valore e la responsabilità di chi svolge questa funzione.

La posizione del SIULM

Accogliamo il parere favorevole espresso in ambito interforze. È un passaggio che rafforza la nostra battaglia.

Ma ora serve il passo successivo.

Serve trasformare quella apertura in un atto concreto. Serve superare le condizioni e i rinvii. Serve dare una risposta a chi, ogni giorno, garantisce la gestione e la tutela del patrimonio della Difesa.

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Noi continueremo a portare avanti questa richiesta in tutte le sedi competenti. Perché il riconoscimento non può restare sulla carta, deve diventare realtà.

Continua la lettura seguendo questo link:


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