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Documento di finanza pubblica 2026: approvato dal Governo

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Il Governo ha approvato il Documento di finanza pubblica 2026, avviando il passaggio successivo verso la trasmissione alla Commissione europea. Il testo aggiorna il quadro macroeconomico e di finanza pubblica italiano in un contesto internazionale segnato da forte incertezza.

Approvato il DFP 2026: cosa emerge dal nuovo quadro

Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ha approvato il Documento di finanza pubblica 2026. Il provvedimento, come spiegato dal MEF e riportato anche nel comunicato del Consiglio dei ministri, è incentrato soprattutto sulla rendicontazione dei progressi compiuti nel 2025 nell’attuazione del Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029, secondo le nuove regole europee che richiedono l’invio di una Relazione annuale sui progressi compiuti.

Il messaggio politico che accompagna il documento è improntato alla prudenza. Il Governo richiama infatti il contesto internazionale, aggravato dal conflitto in Medio Oriente, e adotta stime definite realistiche e responsabili. In questa cornice, Giorgetti ha richiamato la necessità di mantenere flessibilità di fronte a shock esterni che possono incidere sia sulla crescita sia sui conti pubblici.

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Crescita più moderata, ma confermato il rientro del deficit

Sul piano macroeconomico, il DFP aggiorna al ribasso la crescita del PIL reale per il 2026, indicata allo 0,6 per cento contro lo 0,7 per cento previsto nel Documento programmatico dello scorso ottobre, come si legge nel comunicato del MEF sul DFP 2026. Lo stesso ritmo viene indicato anche per il 2027, mentre per il biennio 2028-2029 la crescita annua viene stimata allo 0,8 per cento.

Per i conti pubblici, il consuntivo 2025 viene indicato con un deficit al 3,1 per cento del PIL, leggermente superiore alle precedenti stime autunnali per effetto dei maggiori crediti edilizi legati al superbonus. Nonostante questo scostamento, il percorso delineato nel documento resta discendente: il deficit tendenziale viene indicato al 2,9 per cento nel 2026, al 2,8 per cento nel 2027, al 2,5 per cento nel 2028 e al 2,1 per cento nel 2029.

Anche il debito pubblico continua a rappresentare un punto sensibile. Dopo il 137,1 per cento registrato nel 2025, il rapporto debito/PIL è previsto in aumento al 138,6 per cento nel 2026, per poi iniziare una graduale discesa dal 2027, fino al 136,3 per cento nel 2029.

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Il riferimento alla Difesa nel quadro di finanza pubblica

Nei documenti ufficiali collegati al ciclo di finanza pubblica 2026 compaiono anche i materiali della Ragioneria generale dello Stato relativi al bilancio 2026-2028 e alle note integrative dei singoli ministeri, compreso il Ministero della Difesa. È un elemento rilevante perché segnala che il tema della Difesa resta inserito nel quadro generale della programmazione finanziaria dello Stato, non come capitolo separato ma come parte del più ampio equilibrio tra crescita, spesa, deficit e debito.

In questa fase, il DFP approvato dal Governo non viene presentato come un documento costruito su nuove espansioni di spesa, ma come un aggiornamento prudente del sentiero di finanza pubblica, con l’obiettivo di accompagnare una graduale riduzione del deficit tendenziale fino al 2,1 per cento nel 2029. Anche per questo, il richiamo alla difesa può essere letto dentro una logica di compatibilità complessiva dei conti, destinata ora a confrontarsi con il passaggio europeo e con i successivi sviluppi di bilancio.

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