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SILF: “Contratto Difesa e Sicurezza, zero risorse e promesse tradite”

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Duro affondo del SILF dopo l’incontro sul rinnovo contrattuale del comparto Difesa e Sicurezza: il sindacato denuncia l’assenza di risorse, soprattutto sulla previdenza dedicata, accusando il Governo di scelte politiche penalizzanti per il personale in divisa e di una distanza crescente tra promesse e realtà.

Riceviamo e proponiamo il seguente comunicato la cui completezza può essere letta seguendo il link indicato a fine pagina.

SILF: IL GOVERNO TRADISCE LE DIVISE. SUL CONTRATTO SOLO PAROLE E ZERO RISORSE.

“È finita l’ora della propaganda: non accettiamo più di essere usati come scenografia per i vostri slogan elettorali mentre i nostri diritti non vengono rispettati e il nostro futuro previdenziale viene ipotecato dal disinteresse della politica. Mentre questo Governo trova senza battere ciglio mezzo miliardo di euro per un intervento sulle accise che non ha portato alcun beneficio reale ai cittadini, ci viene detto, per l’ennesima volta,  che per la sicurezza non ci sono soldi. Questa non è solo una mancanza di risorse, è una precisa scelta politica che umilia chi serve lo Stato.”

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Con queste parole Francesco Zavattolo, Segretario Generale del SILF (Sindacato Italiano Lavoratori Finanzieri), ha commentato l’esito dell’incontro avvenuto ieri con i rappresentanti del Governo per il rinnovo del contratto del comparto Difesa e Sicurezza. Un confronto che, secondo il SILF, ha palesato una distanza siderale tra la retorica del “Governo della sicurezza” e la realtà dei fatti, caratterizzata da una totale mancanza di volontà nel voler affrontare le criticità strutturali che affliggono il personale in divisa.

Il SILF denuncia con forza il deserto finanziario riguardante la previdenza dedicata, una misura vitale per garantire una pensione dignitosa ai lavoratori che oggi operano interamente nel sistema contributivo penalizzati dalla mancata attuazione della previdenza complementare.  Altrettanto inaccettabile per il Sindacato è il silenzio assoluto sui fondi per la specificità, che continua a rimanere un termine vuoto di significato senza un adeguato riconoscimento economico per le indennità accessorie e l’assenza totale di interventi volti a democratizzare e rendere finalmente efficaci le relazioni sindacali.

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“È un insulto alla dignità dei Finanzieri e di tutti gli appartenenti alle Forze Armate — continua Zavattolo — vedere come l’Esecutivo riesca a reperire risorse ingenti per manovre spot, ignorando invece il diritto a un contratto dignitoso per chi garantisce la legalità e la protezione del Paese. Non possiamo più accettare che si faccia cassa sulle spalle di chi rischia la vita ogni giorno”.

Il Segretario Generale ha ribadito che il sindacato non è disposto a scendere a compromessi al ribasso. “Se il Governo pensa di liquidare il comparto con mance simboliche senza risolvere il nodo della previdenza e della valorizzazione professionale — ha concluso — troverà una barriera invalicabile. La pazienza è terminata e il SILF è pronto a mettere in atto ogni forma di protesta necessaria per far sentire la voce di chi viene lodato davanti alle telecamere ma sistematicamente dimenticato nelle stanze dove si decide il bilancio dello Stato”.

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Continua la lettura seguendo questo link: https://www.silfnazionale.it/


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