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Dichiarazione dei redditi 2025, modello 730/2026 come recuperare bonus e conguagli negativi effettuati da noipa Dichiarazione dei redditi 2025, modello 730/2026 come recuperare bonus e conguagli negativi effettuati da noipa

730/2026, cosa controllare davvero: novità, detrazioni, bonus NoiPA e conguagli

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L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato modello e istruzioni del 730/2026, aprendo la nuova campagna dichiarativa relativa ai redditi 2025. Per molti contribuenti, e in particolare per il personale amministrato da NoiPA, il punto non è solo capire quando presentare la dichiarazione, ma soprattutto verificare quali novità incidono sulla compilazione, quali spese possono essere portate in detrazione o in deduzione e come leggere correttamente bonus, conguagli e benefici fiscali già gestiti in busta paga. In questo quadro, accanto alle modifiche legate all’Irpef e alle regole già note, emergono alcune voci che meritano attenzione prima dell’invio della dichiarazione.

Le novità da guardare con attenzione nel 730/2026

Le principali novità da tenere sotto controllo possono essere riassunte in pochi punti essenziali:

  • nelle istruzioni ufficiali del 730/2026 è richiamata la struttura dell’Irpef articolata su tre aliquote, ormai collegata in modo stabile ai redditi del 2025;

  • resta centrale la sezione dedicata a trattamento integrativo, somma che non concorre alla formazione del reddito complessivo e ulteriore detrazione, cioè le misure collegate alla riduzione della pressione fiscale per il lavoro dipendente;

  • per il personale del comparto sicurezza e difesa continua a rilevare la specifica detrazione richiamata dalla documentazione fiscale;

  • tra i temi da verificare rientrano anche le locazioni brevi, per le quali l’Agenzia richiama il regime con aliquota al 26%, ridotta al 21% nei casi previsti.

Dietro questa sintesi, però, c’è un aspetto pratico che interessa in modo particolare dipendenti pubblici, militari e forze di polizia amministrati da NoiPA: capire se, in dichiarazione, sia possibile far valere benefici fiscali non riconosciuti o non fruiti durante l’anno oppure rileggere correttamente gli effetti di conguagli a debito già applicati in busta paga.

Militari e poliziotti NoiPA: bonus rinunciati, conguagli negativi e precompilata

Per il personale amministrato da NoiPA, il tema non riguarda un solo bonus, ma l’insieme dei benefici fiscali che il sistema può riconoscere automaticamente in busta paga quando ricorrono le condizioni previste dalla legge. In base alle indicazioni pubblicate da NoiPA sui benefici fiscali attualmente in vigore, oggi i riferimenti principali sono quattro.

Quali benefici fiscali vanno controllati

Il primo è il trattamento integrativo previsto dall’articolo 1 del decreto-legge 5 febbraio 2020, n. 3, convertito con modificazioni dalla legge 2 aprile 2020, n. 21, riconosciuto ai titolari di reddito di lavoro dipendente e assimilato con reddito complessivo fino a 15.000 euro.

Il secondo è il bonus previsto dall’articolo 1, comma 4, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, cioè la legge di bilancio 2025, riconosciuto ai titolari di reddito di lavoro dipendente con reddito complessivo fino a 20.000 euro.

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Il terzo è l’ulteriore detrazione prevista dall’articolo 1, comma 6, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, riconosciuta ai titolari di reddito di lavoro dipendente con reddito complessivo superiore a 20.000 euro e fino a 40.000 euro.

Il quarto è la detassazione delle accessorie, prevista dall’articolo 1, comma 237, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 per l’anno 2026, riconosciuta al personale non dirigenziale titolare di reddito di lavoro dipendente con reddito complessivo riferito al 2025 fino a 50.000 euro.

Accanto a queste misure, resta poi il tema della specifica detrazione per il comparto sicurezza e difesa, che segue una disciplina propria e continua a comparire nella documentazione fiscale richiamata dall’Agenzia delle Entrate.

Il punto centrale, per militari e poliziotti, è che NoiPA riconosce in via automatica questi benefici quando risultano soddisfatte le condizioni previste dalla legge. Al tempo stesso, il dipendente che sa di avere altri redditi oltre a quelli gestiti dal sistema può rinunciare anche a uno o più benefici tramite l’apposito self service, presentando una richiesta distinta per ciascuna misura.

Noipa, pagine per rinunciare ai bonus automatici senza diritto
Noipa: pagina per rinunciare ai bonus automatici applicati senza diritto, serve OTP.

Come mostra anche la schermata dedicata alla gestione delle rinunce, accessibile dalla gestione stipendiale del proprio profilo noipa, il portale consente di intervenire separatamente su trattamento integrativo, bonus ex legge n. 207/2024, ulteriore detrazione e detassazione delle accessorie. Per utilizzare questa funzione, però, è necessario che l’amministrato abbia preventivamente attivato il token OTP, requisito operativo necessario per completare la procedura online.

Cosa succede se si è rinunciato ai bonus

Chi ha rinunciato espressamente a uno o più benefici nel corso del 2025 non perde automaticamente ogni possibilità di recupero, ma deve distinguere con attenzione le singole voci e la relativa disciplina. Il riferimento dichiarativo, nel modello 730/2026, è il Quadro C, Sezione V, rigo C14, dedicato alla riduzione della pressione fiscale. Nelle istruzioni del 730/2026, il punto di riferimento è invece il paragrafo relativo al rigo C14 – Riduzione pressione fiscale, che richiama espressamente trattamento integrativo, somma che non concorre alla formazione del reddito complessivo e ulteriore detrazione.

In linea generale, quindi, il recupero in dichiarazione riguarda soprattutto i benefici che trovano collocazione in questa sezione del 730 e che risultano effettivamente spettanti sulla base del reddito complessivo finale. Proprio per questo, chi ha presentato rinuncia tramite NoiPA deve controllare con particolare attenzione la CU, il prospetto del 730 precompilato e la corretta esposizione delle voci che incidono sulla riduzione della pressione fiscale.

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Come leggere i conguagli negativi

Diverso è il caso di chi ha subito un conguaglio fiscale negativo in busta paga. In questa situazione la dichiarazione non serve a “cancellare” automaticamente il conguaglio, ma a ricalcolare in modo complessivo l’imposta dovuta sulla base dei dati definitivi del 2025, dei redditi certificati e degli oneri detraibili o deducibili effettivamente spettanti. In concreto, chi ha avuto trattenute a debito deve controllare con attenzione la Certificazione Unica 2026, verificare che la precompilata riporti correttamente i dati del sostituto d’imposta e aggiungere eventuali spese mancanti che possano ridurre il saldo finale.

Cosa deve fare chi usa il precompilato da solo?

Per chi decide di procedere in autonomia con il precompilato, il percorso da seguire è abbastanza lineare. Dal 30 aprile la dichiarazione precompilata viene messa a disposizione nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate; dal 15 maggio è possibile accettarla, modificarla e inviarla, mentre il termine ordinario per il 730/2026 è fissato al 30 settembre. Prima dell’invio conviene verificare i dati della CU, controllare se le spese sanitarie, universitarie, assicurative e gli altri oneri risultano correttamente caricati, capire se i benefici fiscali eventualmente rinunciati siano stati o meno recuperati in dichiarazione e leggere con attenzione il prospetto di liquidazione finale, per vedere se emerge un rimborso oppure un ulteriore debito.

Quando conviene rivolgersi a un Caf o a un consulente

Resta però una cautela importante. Quando si entra nel terreno dei bonus rinunciati, dei redditi che superano le soglie previste o dei conguagli negativi collegati ai cedolini NoiPA, il margine di errore aumenta. Per questo, in presenza di dubbi sulla propria fascia di reddito, sulla corretta spettanza del beneficio o sulla lettura della CU, rivolgersi a un Caf o a un consulente fiscale resta una scelta prudente e ragionevole.

Le spese e le agevolazioni da controllare prima dell’invio

Accanto alle novità, il 730/2026 richiede come sempre una verifica puntuale delle spese che possono essere inserite in dichiarazione. Il riferimento più utile, sotto questo profilo, è la raccolta dell’Agenzia dedicata a tutte le agevolazioni della dichiarazione 2025, che consente di avere una panoramica ordinata delle principali voci da controllare.

Tra le categorie che interessano più spesso i contribuenti rientrano le spese sanitarie, gli interessi passivi sui mutui, le spese di istruzione, i premi assicurativi, i contributi previdenziali e le erogazioni liberali. A queste si aggiungono le agevolazioni collegate alla casa, che continuano a occupare uno spazio importante anche nella dichiarazione relativa ai redditi 2025.

Sul versante dei bonus edilizi, una delle indicazioni più rilevanti riguarda le ristrutturazioni edilizie. Dal 1° gennaio 2025, infatti, non rientrano più nell’agevolazione gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili. È un elemento concreto, utile da segnalare perché può incidere sulle aspettative di chi pensa di poter detrarre automaticamente tutte le spese sostenute in ambito domestico.

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Merita un richiamo anche il bonus mobili ed elettrodomestici, che continua a essere uno dei temi più cercati dai contribuenti. Nel pezzo può essere utile ricordare che la spettanza dell’agevolazione va sempre verificata in relazione agli interventi effettuati e alle condizioni previste dalla norma, evitando formule troppo generiche che rischiano di creare aspettative sbagliate.

Tra le voci che possono essere citate, pur senza appesantire troppo il testo, ci sono anche le spese per l’università. Su questo punto l’Agenzia ha pubblicato un documento specifico dedicato alla detrazione delle spese per università non statali, utile come esempio concreto di spesa che molti contribuenti controllano ogni anno in sede di dichiarazione.

In sintesi, cosa verificare prima dell’invio

In definitiva, il 730/2026 richiede un controllo attento non solo delle spese da portare in detrazione o deduzione, ma anche dei dati già gestiti dal sostituto d’imposta, soprattutto per chi è amministrato da NoiPA. Prima dell’invio conviene quindi verificare la CU, il prospetto precompilato e le istruzioni ufficiali, così da capire se vi siano benefici fiscali da recuperare, oneri mancanti da inserire o conguagli da rileggere correttamente. Sul piano operativo, però, devono restare in primo piano le indicazioni dell’Agenzia su quando e come presentare il 730/2026, che costituiscono il riferimento necessario da tenere ben presente prima ancora di affrontare i singoli aspetti esaminati in questo articolo.


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