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Bonus 1000 euro nuovi nati, inps pubblica le regole e requisiti Bonus 1000 euro nuovi nati, inps pubblica le regole e requisiti

Bonus nuovi nati 2026, come funziona e chi può richiederlo

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L’INPS ha riepilogato le regole del Bonus nuovi nati per il 2026, confermando il contributo una tantum da 1.000 euro per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo nel corso dell’anno. La circolare richiama i requisiti fissati dalla legge e precisa che, per le domande relative al 2026, trova applicazione il nuovo ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, con esclusione degli importi percepiti a titolo di Assegno Unico e Universale dal calcolo rilevante ai fini del beneficio.

Bonus nuovi nati 2026, cosa prevede la circolare INPS

La misura resta quella introdotta dalla legge di Bilancio 2025: un contributo economico una tantum di 1.000 euro. Con la circolare INPS del 10 aprile 2026, l’Istituto riepiloga la disciplina del beneficio e fornisce le indicazioni operative per le domande relative agli eventi che si verificano dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.

Il quadro, nella sostanza, non cambia nell’importo del bonus, ma si aggiorna sul versante del requisito economico. La legge di Bilancio 2026 introduce infatti un nuovo ISEE da utilizzare per alcune prestazioni familiari e per l’inclusione, tra cui il Bonus nuovi nati. Per questo motivo l’INPS richiama la necessità di utilizzare un ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, costruito secondo le regole previste per le prestazioni ai minorenni e depurato degli importi dell’Assegno Unico.

Chi può accedere al bonus

Possono accedere al beneficio i genitori che presentano congiuntamente i requisiti richiesti dalla norma. Sotto il profilo soggettivo, il bonus spetta ai cittadini italiani, ai cittadini dell’Unione europea e ai loro familiari con diritto di soggiorno o soggiorno permanente. Possono inoltre accedere anche i cittadini extracomunitari in possesso dei titoli di soggiorno indicati dalla legge o, nei casi richiamati dalla stessa circolare, di un permesso di durata non inferiore a un anno.

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Ai fini dell’accesso, il genitore richiedente deve essere residente in Italia al momento della domanda, ma la circolare precisa anche che la residenza deve sussistere in modo continuativo dalla data dell’evento fino alla presentazione dell’istanza. Si tratta di un chiarimento coerente con la finalità della misura, richiamata dalla stessa norma, di sostenere la natalità e le spese connesse all’ingresso del figlio nel nucleo familiare.

Il requisito ISEE e la soglia dei 40.000 euro

Uno dei punti centrali della circolare riguarda il requisito economico. Per ottenere il Bonus nuovi nati 2026 occorre avere un ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione non superiore a 40.000 euro. Nel valore utile per il bonus, però, non si considerano gli importi percepiti dal nucleo familiare a titolo di Assegno Unico e Universale.

Questo passaggio può incidere concretamente sulla verifica della soglia. L’INPS fa infatti l’esempio di un nucleo con ISEE pari a 41.000 euro e importi AUU tali da determinare una riduzione convenzionale di 1.000 euro: in quel caso, ai fini del bonus, il valore considerato scende a 40.000 euro e il requisito economico risulta rispettato.

Nascita, adozione e affidamento preadottivo: quali eventi valgono nel 2026

Per il 2026 il bonus può essere richiesto per i figli nati, adottati o entrati in affidamento preadottivo tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2026. Nel caso delle adozioni e dell’affidamento preadottivo, il contributo è riconoscibile solo per i figli minorenni.

La circolare INPS dedica attenzione anche al momento da prendere come riferimento. Per l’affidamento preadottivo rileva la data di ingresso del minore nel nucleo familiare disposta dal Tribunale per i minorenni; per le adozioni internazionali, invece, conta la data di trascrizione del provvedimento nei registri dello stato civile. L’INPS precisa inoltre che il beneficio è riconoscibile anche se il minore è deceduto prima della presentazione della domanda, a condizione che prima del decesso fosse già stata presentata la DSU utile per il calcolo dell’ISEE minorenni e che questa fosse stata attestata senza omissioni o difformità.

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Come e quando presentare la domanda

La domanda può essere presentata, in alternativa, da uno solo dei genitori. Se i genitori non convivono, la richiesta può essere inoltrata dal genitore che convive con il figlio. In presenza di un genitore minorenne o incapace di agire, l’istanza deve essere presentata dal soggetto che esercita la responsabilità genitoriale o dal tutore, fermo restando il controllo dei requisiti in capo al genitore del minore.

Il termine è particolarmente importante: la domanda deve essere trasmessa entro 120 giorni dalla nascita, dall’ingresso del figlio in famiglia o dalla trascrizione del provvedimento di adozione in caso di adozione internazionale. La circolare precisa anche che, per gli eventi verificatisi prima dell’apertura del servizio telematico 2026, il termine di 120 giorni decorrerà dalla pubblicazione del successivo messaggio con cui l’INPS comunicherà la data di avvio del servizio.

L’istanza potrà essere presentata attraverso il portale INPS con identità digitale, tramite app INPS mobile, con il Contact Center Multicanale oppure con il supporto degli istituti di patronato. Al momento della domanda sarà necessario indicare anche la modalità di pagamento, scegliendo tra accredito su IBAN oppure bonifico domiciliato.

Per i pagamenti su IBAN dell’area SEPA estera, la circolare richiama la necessità di allegare il modulo di identificazione finanziaria, se non già trasmesso in precedenza all’Istituto. L’erogazione del bonus avviene secondo l’ordine cronologico delle domande accolte, nei limiti delle risorse stanziate per l’anno di presentazione.

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Un sostegno che non fa reddito

Sul piano fiscale, la circolare conferma che il Bonus nuovi nati non concorre alla formazione del reddito complessivo. Si tratta di un chiarimento utile perché consente di inquadrare la misura come sostegno economico netto, senza effetti diretti sulla determinazione del reddito ai fini IRPEF.

Per il 2026, l’elemento di maggiore interesse riguarda soprattutto l’applicazione del nuovo ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, che incide sulla verifica del requisito economico. Per le famiglie interessate, i punti decisivi restano quindi la verifica della propria posizione ISEE e il rispetto del termine di 120 giorni per la presentazione della domanda, una volta aperto il servizio per l’annualità 2026.


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