Il confronto sul contratto dei militari resta formalmente sospeso, ma alcuni segnali indicano che il dialogo con le APCSM non si sia interrotto. Tra comunicazioni attribuite allo Stato Maggiore dell’Esercito e riscontri pubblici emersi anche in radio, prende forma una fase interlocutoria che potrebbe anticipare la ripresa del negoziato.
Contratto militari 2025–2027: dopo lo stop di marzo si riapre il confronto?
Dopo il rinvio degli incontri tecnici del 10 e 11 marzo presso il Dipartimento della Funzione pubblica, il rinnovo contrattuale 2025–2027 del comparto Difesa e Sicurezza è entrato in una fase di apparente pausa. Eppure, nelle settimane successive, alcuni segnali hanno lasciato intendere che il confronto non si sia del tutto fermato, almeno sul versante dell’Esercito.
I segnali emersi dopo la sospensione del tavolo
Tra la fine di marzo e l’inizio di aprile sono emersi elementi che fanno pensare a una interlocuzione ancora aperta con le APCSM. Alcune fonti sindacali hanno riferito di incontri istituzionali, mentre un comunicato diffuso da ITAMIL ha riferito di una convocazione da parte dello Stato Maggiore dell’Esercito, finalizzata alla raccolta di proposte in vista del rinnovo contrattuale.
A questo si aggiunge un ulteriore riscontro pubblico. Nella trasmissione Cittadini in divisa di Radio Radicale del 6 aprile 2026, nella parte iniziale della puntata, viene letta una comunicazione attribuita allo Stato Maggiore dell’Esercito relativa alla convocazione delle APCSM, con richiamo all’oggetto del documento e ai punti contenuti nel testo.
Il metodo seguito e la possibile ripresa del tavolo
Nel commento successivo alla lettura, il conduttore della trasmissione radiofonica Cittadini in divisa espone, nel ricordo di metodi e dinamiche già viste ai tempi del COCER, una propria valutazione sull’impostazione dell’iniziativa. Si tratta di una lettura che appartiene al piano dell’interpretazione politico-sindacale, ma che contribuisce a inquadrare il clima nel quale si sta muovendo questa fase del confronto.
Il dato che oggi appare più solido è un altro: dopo la sospensione del tavolo di marzo, si registra comunque una attivazione e una crescente attenzione dei vertici militari, almeno per quanto riguarda l’Esercito, in un momento particolarmente delicato della trattativa. Un passaggio che può essere letto come il segnale della volontà di mantenere aperto il dialogo con le APCSM, mentre resta sullo sfondo la questione centrale delle risorse.
Ora resta da capire se questa interlocuzione anticipi anche la ripresa del confronto presso la Funzione pubblica. Il quadro delle ultime settimane lascia pensare che nuove convocazioni per la prosecuzione del negoziato possano arrivare a breve, riportando al tavolo una trattativa che, più che chiusa, appare al momento soltanto sospesa.
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