Il Consiglio dei ministri n. 178 del 16 giugno 2026 ha autorizzato il Ministro per la Pubblica amministrazione a esprimere il parere favorevole del Governo sull’ipotesi di CCNL del comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027. Il passaggio si colloca nel percorso dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego.
Istruzione e Ricerca, il Governo autorizza il parere favorevole sull’ipotesi di contratto 2025-2027
Il percorso dei rinnovi contrattuali nel pubblico impiego registra un nuovo passaggio formale. Nella seduta del Consiglio dei ministri n. 178 del 16 giugno 2026, il Governo ha deliberato di autorizzare il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, a esprimere il parere favorevole sull’ipotesi di Contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027.
Il passaggio assume rilievo sul piano istituzionale perché riguarda uno dei comparti più ampi della pubblica amministrazione. Come indicato nel comunicato diffuso da Palazzo Chigi, l’ipotesi di contratto era stata sottoscritta il 1° aprile 2026 dall’ARAN e da tutte le Confederazioni e organizzazioni sindacali di categoria.
Cosa prevede l’aumento retributivo medio
Secondo il comunicato del Governo, sul piano economico il testo prevede un incremento retributivo medio a regime del 5,39%. La quota prevalente, pari al 5,15%, è destinata alla rivalutazione della retribuzione tabellare, mentre il restante 0,23% riguarda la rivalutazione delle indennità fisse aventi carattere accessorio.
In base alle indicazioni riportate nel comunicato governativo, la parte principale dell’incremento è destinata alla componente tabellare della retribuzione.
La misura una tantum per il personale ATA
Il comunicato del Governo segnala inoltre una misura specifica per il personale ATA della scuola. È prevista infatti l’erogazione di un emolumento una tantum di 110 euro per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario con contratto a tempo indeterminato e per quello con contratto annuale o fino al termine delle attività didattiche, purché in servizio nell’anno scolastico 2025-2026.
La misura riguarda quindi una parte specifica del comparto e va letta nel quadro complessivo dell’ipotesi di contratto e dei successivi passaggi previsti per la sua definizione.
Il significato del passaggio deliberato dal Consiglio dei ministri
La deliberazione del Consiglio dei ministri si inserisce in un quadro più ampio di prosecuzione dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego. L’autorizzazione deliberata dal Consiglio dei ministri su Istruzione e Ricerca si inserisce quindi nella tornata contrattuale 2025-2027, in attesa dei successivi adempimenti formali previsti per il perfezionamento del contratto.
Per il comparto interessato si tratta, in questa fase, di un passaggio che conferma l’indirizzo favorevole del Governo rispetto all’ipotesi già sottoscritta in sede ARAN, con effetti che restano legati al completamento dell’iter previsto.
Approfondimento
Per approfondire, leggi il comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri n. 178 del 16 giugno 2026.
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