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Cyber Defence security sicurezza informatica

Cyber Defence, serve più budget alla Difesa

Ogni Paese ha il dovere di investire in maniera significativa e costante nella cyber security.

La cyber defense richiede investimenti significativi e costanti. Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha ribadito il concetto alle commissioni Difesa di Senato e Camera.

Gli esperti del settore da tempo avevano evidenziato le problematiche derivate dalla sicurezza informatica, ma senza fondi è difficile riuscire in azioni tali da fronteggiare tali minacce.

Proponiamo un articolo di Agenda Digitale, la cui completezza può essere letta seguendo il link indicato a fine pagina.

Il nostro Paese non ha mai affrontato in maniera completa e sistematica il tema del supporto economico alle spese per la difesa cibernetica.

Di fatto l’unica iniziativa concreta sinora attuata è stato lo stanziamento straordinario di 150 milioni di euro che il governo Renzi; annunciato nel 2016 e destinandolo alle strutture dedicate alla sicurezza nazionale. In primis quelle del comparto intelligence.

Una cifra certamente non trascurabile in termini generali; ma purtroppo erogata una tantum e comunque assai lontana da quelle che altri Paesi occidentali investono annualmente per la propria sicurezza cibernetica. Al top della classifica ci sono ovviamente gli Stati Uniti; per i quali uno studio dello scorso anno stima un budget per la cybersecurity nazionale di 28 miliardi di dollari nel 2016 (ed era di “soli” 7,5 miliardi di dollari nel 2007, quindi è in crescita di un 16% medio all’anno).

Ma anche il Regno Unito non scherza, dato che il solo GCHQ viene finanziato con stanziamenti annuali che apparentemente si aggirano sugli 800 milioni di sterline.

Continua su agenda digitale…

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