Il SI.NA.M. segnala criticità nei criteri di attribuzione del FESI 2025 per il personale della Marina Militare. Al centro della contestazione c’è il computo del sabato lavorativo o di recupero, che secondo il Sindacato potrebbe penalizzare economicamente i militari interessati.
Riceviamo e proponiamo il seguente comunicato la cui completezza può essere letta seguendo il link indicato a fine pagina.
FESI 2025: il SI.NA.M. segnala criticità nei criteri di attribuzione e chiede correzioni immediate
SI.NA.M. chiede al CUSI di correggere l’interpretazione sul computo del sabato lavorativo/recupero.
Il Sindacato Nazionale Marina (SI.NA.M.), nell’ambito delle proprie funzioni di tutela del personale iscritto, solleva una formale contestazione in merito ai criteri di attribuzione del Fondo Efficienza Servizi Istituzionali (FESI) per l’anno di riferimento 2025.
L’Organizzazione Sindacale ha rilevato una distorta interpretazione delle norme relative al calcolo dei giorni di servizio effettivo, causata da una mancata armonizzazione tra la Bozza contrattuale e la circolare applicativa emanata dal Centro Unico Stipendiale relativamente all’indennità in questione.
Il nodo della controversia: il calcolo del “Sabato”
La problematica risiede nell’interpretazione dell’Articolo 7, comma 1 della Bozza FESI. La norma stabilisce che, al personale con orario articolato su sei giorni (36 ore settimanali), debbano essere computati 5 giorni di servizio, indipendentemente dalla prestazione resa nella giornata del sabato.
Tuttavia, la circolare applicativa sembra negare la possibilità di conteggiare il sabato come utile sia qualora il militare renda la prestazione lavorativa sia se fruisca di una giornata di recupero compensativo.
Le conseguenze economiche per il personale
Il SI.NA.M. evidenzia un paradosso tecnico che danneggia i lavoratori:
- Se un militare fruisce di un giorno di licenza durante la settimana (lunedì-venerdì) e del recupero compensativo il sabato, il sistema conteggia solo 4 giorni anziché 5.
- Questo accade nonostante il militare abbia effettivamente lavorato o fruito di recuperi validi per la restante parte della settimana.
- Il danno: Su base annua, tale discrepanza potrebbe portare alla perdita di oltre 25 giorni di servizio utile ai fini del compenso, con un conseguente e ingiustificato nocumento economico per il personale della Marina Militare.
La richiesta del SI.NA.M.
Alla luce di queste evidenti criticità, la Segreteria Nazionale del SI.NA.M. ha inoltrato una richiesta formale al Centro Unico Stipendiale Interforze affinché si proceda a un’integrazione urgente della circolare.
“È inaccettabile che una farraginosa interpretazione burocratica penalizzi chi serve il Paese,” dichiara il Sindacato. “Chiediamo che venga ripristinata l’equità nel calcolo delle giornate, eliminando una disparità di trattamento che non trova fondamento né nella logica né nello spirito degli accordi sottoscritti.”
Il SI.NA.M. continuerà a monitorare la situazione con la massima attenzione, pronto a intraprendere ogni ulteriore iniziativa necessaria a garantire il rispetto dei diritti economici dei propri iscritti.
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