Audizione Ministro Difesa su Libia

Il Ministro della Difesa illustra alle commissioni la situazione in Libia

Le sfide dalla Libia sono sfide che riguardano l’Europa e che richiedono una risposta europea.

Il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta ha illustrato alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato l’evoluzione della situazione in Libia.

Proponiamo un estratto del seguente articolo la cui completezza può essere letta seguendo il link indicato a fine pagina.

Il vero architrave di qualsiasi progetto di stabilizzazione della Libia è il “track” sicurezza; con i due tasselli imprescindibili dell’unificazione delle forze militari e della riconciliazione nazionale.

Una stabilizzazione che necessariamente deve basarsi sui pilastri della riconciliazione, sicurezza e monopolio della forza da parte delle Autorità statali e processo politico. Una corsa alle elezioni senza le necessarie precondizioni, e senza un lavoro sugli altri due pilastri, non condurrà ad alcuna stabilizzazione; ma approfondirà le divisioni già esistenti.

È quanto ha detto il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, nel corso dell’audizione sui recenti sviluppi della situazione in Libia, svolta oggi insieme con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato.

Dopo aver tracciato un quadro della situazione, fino al “cessate il fuoco” dello scorso 4 settembre; il Ministro ha spiegato che la situazione è meno pericolosa di quanto sembra in quanto legata a milizie contrapposte tra loro non per motivazioni politiche contro al Serraj. Ha però sottolineato che senza una soluzione della questione delle milizie “è inutile ogni tentativo di riconciliazione politica”.

Quest’ultima crisi, perciò, pur con il suo tragico portato di ulteriori vittime (61 morti e 159 feriti) potrebbe essere sfruttata come opportunità di rilancio per il processo di riconciliazione guidato dall’ONU, avviando un’azione di intermediazione a partire appunto dal “track” securitario, provvedendo a una chiara riconfigurazione della gestione della sicurezza nella capitale libica.

Continua sul sito del Ministero della Difesa

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