Difesa Europea, Esercito UE, Nato

La Commissione Europea investe nella Difesa, un atto che risale al trattato del 2012

Circa un Miliardo e mezzo i fondi decisi per la nuova Difesa UE

Dalle vicende che sono direttamente collegate alla Guerra in Ucraina, passando dalla Guerra in Palestina, l’Unione Europea ritiene necessario intensificare e accelerare il processo di creazione del modello di Difesa come parte integrante della Comunità Europea.

Forse in molti sono stati colti dallo stupore per la decisione della Commissione UE di assegnare già dei fondi per l’acquisto di armamenti, le cifre sono impegnative ma non ancora sufficienti per la realizzazione di un modello di esercito UE. Per ora sono stati stanziati solo 1 miliardo e mezzo per l’acquisto di armamenti. La direzione intrapresa dall’Unione Europea sembra una novità, ma in realtà è già stato tutto previsto dal “Trattato” siglato nel 2012.

Trattato dell’Unione Europea

Infatti, il Trattato dell’Unione pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 26 ottobre 2012, definisce la politica di sicurezza e difesa. In dettaglio è la sezione 2: “DISPOSIZIONI SULLA POLITICA DI SICUREZZA E DI DIFESA COMUNE”, composta da alcuni articoli, definiscono appunto le azioni comuni di difesa e creano i presupposti per l’instaurazione di un modello di Difesa Comunitario.

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Il Trattato del 2012 impone quindi ai vari paesi membri di mettere a disposizione risorse civili e militari, comprensive anche di sistemi di armamento da impiegare sotto l’emblema comunitario.

Tali risorse saranno utilizzate per far fronte alle esigenze di sicurezza e difesa comunitaria. Quindi anche gli investimenti approvati di recente dalla Commissione Europea rientrano negli accordi siglati con il trattato.

Gli Stati membri s’impegnano a migliorare progressivamente le loro capacità militari. L’Agenzia nel settore dello sviluppo delle capacità di difesa, della ricerca, dell’acquisizione e degli armamenti (in appresso denominata «Agenzia europea per la difesa») individua le esigenze operative, promuove misure per rispondere a queste, contribuisce a individuare e, se del caso, mettere in atto qualsiasi misura utile a rafforzare la base industriale e tecnologica del settore della difesa, partecipa alla definizione di una politica europea delle capacità e degli armamenti, e assiste il Consiglio nella valutazione del miglioramento delle capacità militari.

Difesa Europea a NATO

La politica di sicurezza e difesa della UE non interferisce con quella della NATO, dato che gran parte dei paesi UE sono anche membri del Patto Atlantico. Infatti in tal senso, il trattato specifica in modo chiaro che non vi è interferenza con le politiche NATO, anzi le stesse si combinano con quelle dell’Unione Europea:

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La politica dell’Unione a norma della presente sezione non pregiudica il carattere specifico della politica di sicurezza e di difesa di taluni Stati membri, rispetta gli obblighi di alcuni Stati membri, i quali ritengono che la loro difesa comune si realizzi tramite l’Organizzazione del trattato del Nord- Atlantico (NATO), nell’ambito del trattato dell’Atlantico del Nord, ed è compatibile con la politica di sicurezza e di difesa comune adottata in tale contesto.

Un esempio in tal senso è rappresentato dalle recenti missioni approvate dal Parlamento Italiano. ASPEDES in Mar Rosso e Levante in Medio oriente e quelle a favore dell’Ucraina.

La Difesa Europea è già esistente, dopo dodici anni dalla sua creazione inizia a prendere piede e cammina a pari passo con la Nato.

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