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Finanziaria, 4 monete per una patata, contratto militari da dimenicare

A Novembre un Consiglio dei Ministri a tema: “rinnovo dei contratti Comparti Sicurezza e Difesa”

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Il Documento di Economia e Finanza per l’anno 2024 è in elaborazione da parte del Governo, probabile che già in questa settimana il documento sia pronto.

Da settimane i media riportano la notizia e, in merito al rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici di recente alcuni rappresentanti del Governo sono intervenuti sull’argomento, confermando l’interesse del Consiglio dei Ministri completare la fase di contrattazione nel corso dell’anno 2024. Altresì, confermando alcune misure ritenute indispensabili a beneficio dei redditi più bassi come il cuneo fiscale e l’abbattimento di uno scaglione IRPEF.

Relativamente all’IRPEF, il Governo prevede di inserire nella Manovra la riduzione di un’aliquota passando dalle attuali 4 a tre; accorpando le due più basse alla soglia minima. Infatti se approvata, tutti i redditi da 0 a 28000 euro avranno la tassazione IRPEF al 23%. Invariate le altre aliquote esistenti.

Invece per i rinnovi dei contratti per i dipendenti pubblici (tra cui anche quelli dei militari), più volte evidenziato da esponenti del Governo, rappresenta uno degli obbiettivi dichiarati per il 2024. Ciò fa presumere che saranno stanziati nella finanziaria 2024 anche i fondi necessari.

Per ora, con la recente approvazione del NADEF (Nota Aggiuntiva al Documento di Economia e Finanza), si è avuta contezza dei fondi stanziati per il comparto sanità, predisposti in 3 Miliardi.

Chi scrive, Non ha avuto notizia di fondi resi disponibili per altri comparti, inclusi quelli per il rinnovo del contratto per il Personale non dirigente dei Comparti Difesa e Sicurezza, l’ultimo rinnovo riguardava il triennio 2018/2021 e dei Dirigenti scaduto da alcuni anni.

Come anticipato in apertura, il Governo ha posto come obiettivo il rinnovo dei contratti del pubblico impiego per il 2024 e, infatti, da evidenziare l’iniziativa del Governo annunciata con una nota ufficiale, dove ha dichiarato l’intenzione di tenere, ad inizio del mese di novembre, un Consiglio dei Ministri monotematico e dedicato alle misure economiche, normative e di tutela per il personale delle Forze Armate e Forze di Polizia:

In coerenza con l’attenzione che riserva alle Forze di polizia e alle Forze armate, il Governo prevede per i primi giorni di novembre un Consiglio dei ministri monotematico, che sarà dedicato alle misure di carattere economico, ordinamentale e di tutela degli appartenenti al comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico. Tale seduta sarà preceduta da un incontro del Presidente del Consiglio e dei Ministri competenti con i sindacati rappresentativi del comparto.

Questa nota però stona. Nel punto in cui indica che la riunione sarà preceduta da un incontro con i sindacati più rappresentativi del comparto, ci viene da pensare che i neonati Sindacati Militari, anche se regolarmente iscritti all’albo dei relativi Ministeri, non potranno partecipare a tale incontro. La rappresentatività dei Sindacati Militari sarà definita solo dopo la conta degli iscritti, come indicato dalla legge 46/2022. In alternativa se dovesse convocare solo alcuni sindacati ciò non sarebbe corretto per tutte le altre sigle non chiamate all’incontro.

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Perciò, per i Sindacati Militari sarebbe una beffa, perché con un recente D.L. il Governo ha spostato la conta delle deleghe da fine dicembre 2023 a fine gennaio 2024, quindi una beffa aggiuntiva. Siamo curiosi di capire poi quali saranno le iniziative dei Sindacati Militari per far sentire propria voce per questa iniziativa del Consiglio dei Ministri.

Ma ritornando in tema rinnovo dei contratti, al momento non si conoscono i valori o le stime dei fondi che l’esecutivo intende mettere a disposizione. Di certo questo anno 2023 e il precedente 2022, sono stati segnati dall’incremento dell’inflazione. Anche se si percepisce un calo dell’inflazione a carattere generale in questo mese, si nota comunque che i prezzi dei beni di prima necessità tengono ancora altro il livello di questo paniere ed il carrello della spesa costa ancora l’11% in più rispetto ai periodi precedenti all’innalzamento dell’inflazione. Tale incremento è probabilmente dovuto anche all’attuale situazione economica e geopolitica globale con le situazioni contingenti alla crisi in Ucraina principalmente e, alla recente crisi in Palestina tra Israele e Hamas.

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Quindi, considerando che il precedente rinnovo contrattuale portò nelle tasche di militari e poliziotti la media di 90 euro lordi, tali aumenti stipendiari oggi risultano tutti assorbiti dall’incremento dell’inflazione di questi ultimi due anni. Per tanto per soddisfare le esigenze del personale della Difesa e Sicurezza, il governo dovrà fare uno sforzo per far recuperare il potere d’acquisto perso e quindi venire incontro alle esigenze della categoria.

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