Mondo Militare: evoluzione, difesa e scenari geopolitici...

tfs a rate, attesa sentenza costituzione, dibattito mediatico per memoria difensiva inps tfs a rate, attesa sentenza costituzione, dibattito mediatico per memoria difensiva inps

TFS militari, il SIULM denuncia i ritardi INPS e chiede una gestione separata

Lettura
2 min

Il tema del TFS dei militari torna al centro del confronto dopo la circolare INPS del 27 marzo 2026, che conferma tempi ancora lunghi e meccanismi ritenuti penalizzanti. In questo quadro, il SIULM Aeronautica denuncia una gestione inadeguata per il comparto Difesa e chiede una soluzione strutturale dedicata.

Riceviamo e proponiamo il seguente articolo la cui completezza può essere letta seguendo il link indicato a fine pagina.

TFS: L’INPS IGNORA LA REALTÀ E PENALIZZA I MILITARI IL SIULM AERONAUTICA CHIEDE UNA GESTIONE SEPARATA PER LA DIFESA

Ancora una volta, l’INPS dimostra una preoccupante distanza dalla realtà concreta vissuta dal personale in uniforme. Con la recente circolare n. 30 del 27 marzo 2026, l’Istituto ribadisce un sistema di liquidazione del TFS che continua a penalizzare gravemente i dipendenti pubblici e, in modo particolare, il comparto Difesa.

Nonostante le numerose pronunce giurisprudenziali e i richiami anche della Corte Costituzionale, che ha più volte evidenziato la necessità di garantire una liquidazione “tempestiva” delle spettanze di fine servizio, l’INPS prosegue imperterrita nell’applicazione di meccanismi dilatori che arrivano fino a 24 mesi, cui si aggiungono ulteriori 3 mesi, prima ancora di vedere il primo euro spettante.

Leggi anche:  Ricorso previdenza complementare militari: cosa cambia dopo la decisione CEDS

Una situazione inaccettabile.

Un sistema che scarica sui militari inefficienze strutturali

Il punto centrale non è solo normativo, ma profondamente etico e istituzionale: lo Stato continua a utilizzare il TFS dei propri servitori come strumento di gestione della liquidità pubblica.

In altre parole, i militari che hanno garantito per anni la sicurezza e la funzionalità dello Stato si ritrovano, al termine del servizio, a finanziare indirettamente le inefficienze del sistema.

È un ribaltamento dei principi: chi ha servito lo Stato viene trattato come un creditore secondario.

Riduzioni marginali, problemi strutturali

La stessa novità introdotta dalla legge di bilancio 2026, che riduce da 12 a 9 mesi il termine per alcune categorie a partire dal 2027, appare del tutto insufficiente e quasi simbolica.

Non si tratta di una riforma, ma di un semplice aggiustamento che lascia intatto l’impianto di fondo:

  • tempi lunghi e ingiustificati
  • rateizzazioni penalizzanti
  • disparità rispetto al settore privato

Nel comparto Difesa, inoltre, la situazione è aggravata dalla specificità del servizio militare, che non può essere equiparato a quello civile né nelle condizioni operative né nei diritti conseguenti.

Leggi anche:  Firma contratto Dirigenti: storica chiusura trienni 2018-2023

Sentenze ignorate e diritti compressi

Le pronunce della Corte Costituzionale hanno sì dichiarato legittimo il sistema, ma hanno anche chiarito un principio fondamentale: il diritto alla tempestiva corresponsione del TFS è un diritto reale, non teorico.

Eppure, nella prassi applicativa, questo principio resta sistematicamente disatteso.

Il risultato è un cortocircuito istituzionale:

la giurisprudenza richiama, il legislatore interviene marginalmente, ma l’INPS continua ad applicare rigidamente un modello ormai superato e profondamente iniquo.

La proposta del SIULM Aeronautica: gestione separata per il comparto Difesa

Alla luce di questa situazione, il SIULM Aeronautica ritiene non più rinviabile una riflessione strutturale:

il comparto Difesa deve essere sottratto alla gestione ordinaria INPS e dotato di una gestione separata dedicata.

Le ragioni sono evidenti:

  • specificità dello status militare
  • peculiarità delle carriere
  • esigenze operative incompatibili con logiche burocratiche standard
  • necessità di garantire certezza e tempestività nei trattamenti economici

Non è più accettabile che il personale militare continui a subire gli effetti di una gestione previdenziale pensata per altri contesti.

Leggi anche:  Pensioni militari, aumentano i requisiti: allarme SIULM sulla perequativa

Il tempo delle giustificazioni è finito.

Il SIULM Aeronautica continuerà a denunciare con forza ogni stortura e a tutelare i diritti del personale, anche attraverso azioni formali e legali, affinché venga finalmente riconosciuto ciò che è dovuto:

Perché chi serve lo Stato non può essere lasciato ad aspettare ciò che gli spetta di diritto.

Continua la lettura seguendo questo link: https://www.siulm.it/blog/articles/tfs-l-inps-ignora-la-realta-e-penalizza-i-militari


Il presente contenuto non rappresenta una notizia ufficiale. Il testo è stato ricevuto e pubblicato su richiesta dell’autore, a titolo di comunicato. Eventuali link presenti costituiscono fonti integrative delle informazioni riportate in questa pagina.

Per correzioni, suggerimenti o per richiedere la rimozione di elementi presenti in questa pagina, potete contattarci, clicca qui. Si declina ogni responsabilità per eventuali errori, omissioni o aggiornamenti normativi successivi alla data di pubblicazione.

Resta aggiornato, ricevi i nuovi post:

Segui il blog su Telegram: unisciti al canale..
Segui il blog anche su Facebook: Metti Like sulla Pagina.
Ti Piace questo contenuto? Se lo condividi, per favore, cita la fonte, indica che proviene da il “corrieredeimilitari.com”.

Licenza Creative Commons