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Stato Maggiore della Difesa

Le Forze Armate a favore della popolazione Libica

Un comunicato dello Stato Maggiore della Difesa fa chiarezza.

I recenti avvenimenti che hanno coinvolto la Libia, in cui regna il caos e la lotta per il controllo del paese hanno fatto pensare da più parti che le attività Italiane condotte fino ad ora fossero sospese.

Una nota dello Stato Maggiore della Difesa smentisce quanto riportato da moltissimi social media; spiega gli attuali compiti delle Forze Armate Italiane a favore della popolazione Libica e ai mezzi impiegati in compiti di SAR.

Di seguito proponiamo il comunicato pubblicato da Stato Maggiore Difesa, la cui completezza può essere letta seguendo il link indicato a fine pagina:

In merito al alcuni articoli di stampa e a quanto di recente è stato riportato su alcuni social media; lo Stato Maggiore della Difesa ritiene necessario precisare che il personale delle Forze Armate italiane impiegato nella Missione Bilaterale di Assistenza e Supporto in Libia (MIASIT) e sulla nave di supporto logistico presente a Tripoli ed inquadrata nell’operazione Mare Sicuro, non è assolutamente coinvolto negli scontri attualmente in atto nel Paese nordafricano.

Il contingente opera peraltro in armonia con le linee di intervento decise dalle Nazioni Unite con compiti chiari e di carattere prettamente umanitario e di supporto tecnico manutentivo.

E’ destituita quindi di ogni fondamento qualunque notizia che vede le Forze Armate italiane svolgere compiti di protezione di infrastrutture militari libiche o di supporto logistico a bande e milizie che combattono dall’una o dall’altra parte.

Presso il Field Hospital di Misurata proseguono infatti le attività di supporto sanitario e umanitario alla popolazione libica. Ad oggi sono stati effettuati oltre 17600 visite specialistiche, 1800 medicazioni chirurgiche e oltre 900 interventi chirurgici a favore di civili.

Continuano anche le attività di supporto manutentivo a favore dei mezzi libici impegnati in compiti di Search and Rescue (SAR) e di contrasto dei flussi migratori illegali all’interno delle acque di propria giurisdizione.

Allo stato attuale delle 17 unità complessivamente disponibili, 13 sono state rese perfettamente efficienti, con un significativo incremento delle capacità di intervento degli assetti libici nella condotta e nel coordinamento in mare.

Lo stesso comunicato è stato condiviso sui vari social network, tra cui twitter:


Fonte: difesa.it

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