Dal 1° gennaio 2026 scatta la rivalutazione provvisoria delle pensioni: +1,4% per contrastare l’inflazione registrata nel 2025. L’INPS, con la circolare n. 153 del 19 dicembre 2025, ha chiuso le operazioni di rinnovo e ha riepilogato nuovi importi, fasce di perequazione e calendario dei pagamenti per l’intero 2026.
Pensioni 2026: rivalutazione, nuovi importi e date di pagamento
La perequazione automatica (adeguamento al costo della vita) per il 2026 è stata definita dal decreto interministeriale 19 novembre 2025; come indicato dalla circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025, l’Istituto ha completato il rinnovo delle prestazioni applicando i parametri di perequazione per l’anno 2026. In base a tale decreto, l’indice di rivalutazione provvisorio per il 2026 è fissato al +1,4% con decorrenza 1° gennaio 2026, con eventuale conguaglio l’anno successivo.
Per il 2025, invece, l’indice definitivo è pari a +0,8% (applicato dal 1° gennaio 2025): poiché l’adeguamento era già stato riconosciuto in via provvisoria, non sono previsti conguagli nel corso del 2025.
Quanto aumenta la pensione nel 2026
La rivalutazione 2026 viene calcolata sul cosiddetto cumulo perequativo (ossia l’insieme dei trattamenti pensionistici del titolare rilevanti ai fini della perequazione). L’incremento si applica al lordo di eventuali trattenute; come ricordato dalla circolare INPS, l’importo effettivamente incassato può variare in base a IRPEF, addizionali e altre trattenute.
In termini operativi, l’aumento del +1,4% viene riconosciuto:
- al 100% per i trattamenti complessivi fino a 4 volte il trattamento minimo;
- al 90% per la fascia tra 4 e 5 volte il minimo;
- al 75% per gli importi oltre 5 volte il minimo.
Trattamento minimo: nuova soglia 2026 e “incremento” sulle pensioni basse
Con la rivalutazione provvisoria, il trattamento minimo per il 2026 è indicato in 611,85 euro mensili (pari a 7.954,05 euro annui).
Accanto alla perequazione, è confermata anche la misura di incremento per le pensioni di importo pari o inferiore al trattamento minimo, prorogata fino al 2026: per il 2026 la percentuale è +1,3%. L’INPS evidenzia un incremento massimo mensile pari a 7,95 euro, con un importo massimo riconosciuto che può arrivare a 619,80 euro.
Date di pagamento pensioni 2026
Il calendario dei pagamenti resta ancorato alla regola del primo giorno bancabile del mese; fa eccezione gennaio, per il quale il pagamento avviene il secondo giorno bancabile.
Per gennaio 2026 l’INPS indica:
- disponibilità dal 3 gennaio per chi riscuote tramite Poste Italiane;
- disponibilità dal 5 gennaio per chi riscuote tramite istituti bancari.
Per il resto dell’anno, le disponibilità indicate sono: 2 febbraio, 2 marzo, 1 aprile, 2 maggio (4 per le banche), 1 giugno, 1 luglio, 1 agosto (3 per le banche), 1 settembre, 1 ottobre, 2 novembre, 1 dicembre.
Fisco: conguagli IRPEF e addizionali
La circolare richiama, inoltre, le operazioni fiscali di inizio anno: eventuali conguagli IRPEF a debito relativi al 2025 vengono di norma recuperati sulle rate di gennaio e febbraio 2026, con possibilità di rateazione fino a novembre 2026 in presenza di specifiche condizioni. Le addizionali regionali e comunali a saldo 2025 sono trattenute da gennaio a novembre 2026; l’acconto comunale 2026 da marzo a novembre 2026.
Nota di trasparenza: questo articolo ha finalità informative e non sostituisce le comunicazioni ufficiali. Per importi puntuali, trattenute e decorrenze del singolo caso fa fede il cedolino e il Fascicolo previdenziale; in caso di dubbi è opportuno rivolgersi a INPS o a un Patronato, come indicato dalla circolare INPS.
Approfondimenti:
Circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025
Immagine: freepik
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