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Perequazione pensioni 2026: adeguamenti e decreto MEF

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Dal 1° gennaio 2026 le pensioni saranno rivalutate con la perequazione per il 2025; il decreto rende definitivo l’adeguamento delle pensioni 2024, già riconosciuto negli importi in pagamento dal 2025.

Perequazione delle pensioni dal 1° gennaio 2026: cosa prevede il nuovo decreto

Il 28 novembre 2025 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 277 il decreto del 19 novembre 2025 del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, sulla perequazione delle pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2026.

Si tratta del provvedimento che, ogni anno, aggiorna gli importi delle pensioni in base all’andamento dei prezzi. In questo articolo riassumiamo in modo semplice cosa dicono i tre articoli del decreto, rimandando al testo integrale in Gazzetta Ufficiale per tutti i dettagli tecnici.

Adeguamento definitivo per il 2024 (dal 1° gennaio 2025)

L’articolo 1 serve a fissare in modo definitivo l’aumento delle pensioni relativo all’anno 2024.

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Il decreto stabilisce che, dal 1° gennaio 2025, la perequazione è pari a +0,8%. In pratica, le pensioni vengono adeguate tenendo conto di un aumento dei prezzi dello 0,8% registrato tra il 2023 e il 2024.

Per chi è già in pensione, questo significa che gli importi 2025 tengono conto di questo incremento. Eventuali conguagli rispetto a valori provvisori sono gestiti direttamente dagli enti previdenziali.

Rivalutazione provvisoria per il 2025 (dal 1° gennaio 2026)

L’articolo 2 riguarda l’aumento collegato all’anno 2025, che si rifletterà sulle pensioni dal 1° gennaio 2026.

La percentuale indicata dal decreto è pari a +1,4%. Si tratta però di un valore provvisorio, perché per gli ultimi mesi del 2025 non sono ancora disponibili tutti i dati definitivi sull’andamento dei prezzi.

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Il decreto specifica infatti che questo +1,4% è fissato “salvo conguaglio”: una volta consolidati i dati statistici, nell’anno successivo potrà essere effettuato un piccolo aggiustamento (in più o in meno) sugli importi.

In sintesi:

  • dal 1° gennaio 2026 le pensioni saranno rivalutate prendendo come riferimento un aumento dell’1,4%;

  • il valore potrà essere ritoccato quando saranno noti i dati definitivi, con eventuali conguagli.

Richiamo alle pensioni con componenti particolari

L’articolo 3 richiama le regole applicabili ad alcune pensioni che comprendono componenti particolari, come l’indennità integrativa speciale.

Il decreto precisa che, per queste tipologie, la perequazione si applica tenendo conto della struttura del trattamento, secondo la normativa già esistente. Per i lettori interessati a questi casi specifici è opportuno consultare direttamente il testo della Gazzetta Ufficiale o le indicazioni del proprio ente previdenziale.

In conclusione, per conoscere gli importi aggiornati della singola pensione, occorrerà fare riferimento alle comunicazioni degli enti previdenziali (INPS) e al proprio cedolino.

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Approfondimenti

Per approfondire l’argomento e prendere visione del testo integrale e di tutti i riferimenti normativi è possibile consultare la Gazzetta Ufficiale al seguente collegamento ufficiale:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2025-11-28&atto.codiceRedazionale=25A06352&elenco30giorni=true


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