Il Tribunale di Roma ha condannato a tre anni un carabiniere per l’uccisione di un ladro che aveva ferito un collega con un cacciavite (settembre 2020, EUR). Ilario Castello (NSC) denuncia amarezza, malcontento e carenza di tutele.
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Carabiniere condannato a tre anni: uccise un ladro che aveva ferito il collega con un cacciavite. L’amarezza di Ilario Castello (NSC): “Malcontento e insicurezza tra coloro che indossano una divisa”
“È amaro e paradossale che proprio nella giornata in cui si celebra il Tricolore, sia giunta una simile condanna per un servitore dello Stato che a quella bandiera ha prestato giuramento”: con queste parole, il segretario nazionale del Nuovo Sindacato Carabinieri Ilario Castello commenta la condanna a tre anni di reclusione inflitta dal Tribunale di Roma a un carabiniere che, nel settembre del 2020, durante un intervento per furto in corso, fu costretto a fare uso dell’arma di ordinanza per respingere la violenza dell’aggressore, causandone il decesso.
L’uomo, un cinquantaseienne di origini siriane, aveva ferito con un cacciavite un altro carabiniere durante l’intervento nel quartiere EUR.
La sentenza di condanna è arrivata nella giornata del 7 gennaio, data in cui si celebra la Festa del Tricolore.
“È inaccettabile che, ancora oggi – afferma il segretario – molti colleghi dell’Arma e dell’intero comparto debbano affrontare calvari giudiziari e condanne per aver semplicemente svolto il proprio dovere in contesti critici”.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri sottolinea come l’attuale sistema lasci troppo spesso gli operatori da soli davanti alle responsabilità operative.
“Torniamo a chiedere con forza – aggiunge Ilario Castello – rispetto e, soprattutto, tutele legali e operative concrete: non si può continuare a ignorare il crescente malcontento e il senso di insicurezza che serpeggiano tra coloro che indossano una divisa”.
“Chiediamo alla politica di farsi finalmente carico di questa istanza – dice – e di dare un segno tangibile di vicinanza e riconoscimento nei confronti delle Forze dell’Ordine”.
“Solo così – conclude – potremo dare un senso reale e profondo alla ricorrenza del 7 gennaio, trasformandola da celebrazione formale a sostegno concreto per chi garantisce la sicurezza dei cittadini”.
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