Nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco torna al centro il tema delle risorse accessorie legate al Fondo di amministrazione 2023, con un confronto che nelle ultime settimane ha coinvolto amministrazione e sindacati sul destino delle economie di gestione maturate per il personale dei ruoli specialistici. Dai documenti emerge il nodo della possibile destinazione di oltre un milione di euro al personale specialista. Su questo è intervenuto il CONAPO, chiedendo chiarimenti sul possibile mancato coinvolgimento del personale aeronavigante.
Fondo di amministrazione e indennità: di cosa si parla?
Quando si parla di queste risorse non si fa riferimento allo stipendio tabellare, ma a una componente accessoria del trattamento economico. Nel caso specifico, i documenti richiamano le economie e i risparmi di gestione collegati alle indennità corrisposte al personale specialista dei vigili del fuoco. Si tratta, in sostanza, di somme che possono essere riutilizzate attraverso accordi integrativi nazionali per incentivare particolari attività operative e tecniche svolte da questo personale.
La base normativa richiamata è il d.P.R. 1 dicembre 2023, n. 228, che disciplina il settore indennitario del personale specialista e prevede la possibilità di destinare tali economie all’incentivazione del personale non direttivo e non dirigente. L’obiettivo dichiarato della norma è anche quello di armonizzare il sistema delle indennità dei vigili del fuoco con quello delle forze di polizia, oltre a salvaguardare la funzionalità di alcuni servizi specialistici.
Il percorso del confronto e la presa di posizione del CONAPO
Il primo passaggio risale al 24 marzo 2026, quando la Direzione centrale per la programmazione e gli affari economici e finanziari ha segnalato all’Ufficio per le relazioni sindacali che, nell’ambito del Fondo di amministrazione 2023, una quota superiore al milione di euro sarebbe riferibile al settore indennitario del personale specialista. Nella nota si ipotizza la predisposizione di una bozza di accordo per destinare queste somme ad attività specifiche, con particolare riferimento al personale nautico, sommozzatore e lagunare.
Il 25 marzo, l’Ufficio III Relazioni sindacali ha trasmesso la comunicazione alle organizzazioni sindacali firmatarie, chiedendo un riscontro entro il 3 aprile 2026.
A chiudere la sequenza è il comunicato del CONAPO del 29 marzo. Il sindacato non contesta in linea generale la valorizzazione economica del personale specialista tramite i risparmi generati dallo stesso settore, ma solleva un’obiezione precisa: nella ricostruzione proposta dall’amministrazione non vi sarebbe un esplicito riferimento al personale aeronavigante. Per questo il CONAPO chiede un chiarimento formale sulla platea dei destinatari, affermando che un eventuale accordo che escludesse gli aeronaviganti non potrebbe essere condiviso.
I punti su cui si articolano le richieste del sindacato
La richiesta del CONAPO si articola su tre punti: conoscere l’ammontare effettivo delle risorse disponibili, definire con chiarezza i criteri di ripartizione e soprattutto chiarire se il futuro accordo riguarderà solo alcune specialità oppure l’intero personale dei ruoli specialistici. In termini sindacali, la questione non è soltanto economica, ma anche di equilibrio interno tra diverse professionalità del Corpo.
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