Firmata l’ipotesi di contratto per il personale della Presidenza del Consiglio, mentre si avvicina l’accordo sul rinnovo per i dirigenti pubblici, con aumenti fino a 1.500 euro e consistenti arretrati.
Contratto dirigenti pubblici: siglato il CCNL della Presidenza del Consiglio, in arrivo aumenti anche per i dirigenti di fascia e area sicurezza
È stata sottoscritta l’Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale del Comparto Presidenza del Consiglio dei Ministri, relativa al triennio 2019–2021. Come evidenziato nel comunicato ufficiale pubblicato da ARAN, l’accordo introduce importanti novità sia sul piano normativo che retributivo. In quanto ipotesi di contratto, l’accordo sarà pienamente efficace solo dopo la verifica degli organi di controllo e la sua formalizzazione.
Tra gli elementi qualificanti dell’accordo:
- una rivisitazione delle materie di confronto e contrattazione integrativa, per rafforzare la partecipazione tra Amministrazione e Organizzazioni sindacali;
- una riforma del sistema di classificazione del personale, con l’introduzione di nuovi profili ad elevata professionalità;
- misure di age management, mirate alla valorizzazione dell’esperienza dei lavoratori senior attraverso il mentoring, e allo stesso tempo a favorire il reverse mentoring nei confronti dei colleghi più anziani, soprattutto per le competenze digitali;
- un rinnovato focus sulla formazione del personale, con l’obiettivo di accompagnare la transizione digitale e lo sviluppo delle competenze, anche grazie a risorse già stanziate dal Governo.
In ambito economico, l’ipotesi di CCNL riconosce a ciascun dipendente un incremento retributivo medio mensile di 168 euro, per 13 mensilità.
Rinnovo contratti dirigenti: aumenti fino a 1.500 euro e arretrati fino a 30.000 euro
Come riportato nel servizio di approfondimento pubblicato da PA Magazine, prosegue intanto il confronto per il rinnovo del contratto 2022–2024 dei dirigenti pubblici, tra cui anche i dirigenti delle Forze di Polizia e Forze Armate. La firma definitiva è attesa entro fine luglio. L’accordo sarà applicabile solo previa sottoscrizione formale e successiva pubblicazione, secondo le procedure previste.
L’ARAN ha messo sul tavolo proposte di aumento significative:
- 308 euro mensili per i dirigenti di seconda fascia;
- circa 500 euro per i dirigenti di prima fascia;
- fino a 1.528 euro mensili per i dirigenti medici.
Gli incrementi includono sia la parte tabellare dello stipendio (218 euro per le seconde fasce, 270 euro per le prime) sia l’indennità di posizione fissa (rispettivamente +90 e +270 euro).
Per la dirigenza medica, gli aumenti variano in base all’incarico:
- +459 euro per incarichi professionali con meno di cinque anni;
- +782 euro per incarichi specialistici e di alta consulenza;
- +1.148 euro per chi dirige una struttura semplice.
Gli aumenti avranno decorrenza retroattiva dal 1° gennaio 2024, con arretrati che potranno arrivare fino a 5.000 euro per i dirigenti ordinari e oltre 30.000 euro per i dirigenti apicali. Resta da sciogliere il nodo sull’erogazione dei buoni pasto ai dirigenti in smart working, attualmente esclusi per l’assenza di un vincolo orario.
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