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Legge di Bilancio, la delusione dei COCER

Un comunicato pieno di amarezza e delusione.

La legge di Bilancio, da poco approvata con le ultime modifiche volute dall’UE, mostra i limiti di questo Governo nel garantire le promesse fatte ai rappresentanti dei comparti difesa e sicurezza.

I delegati Cocer interforze della categoria C, con un comunicato pubblicato tra l’altro su difesa online mostra tutta la loro delusione e la sensazione di abbandono da parte del Governo.

Proponiamo un estratto del seguente articolo la cui completezza può essere letta seguendo il link indicato a fine pagina.

Il comunicato reso pubblico sul sito difesa online, esplicita tutta la sofferenza di una categoria che si aspettavano un aiuto dopo le tante buone premesse.

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Un estratto del comunicato:

In un periodo delicato per il Paese, con una crisi economica internazionale dalla difficile soluzione, visto il quadro geopolitico instabile, le risposte della politica nazionale sono insoddisfacenti per il futuro del comparto difesa e sicurezza.

Non si può vivere di soli annunci sbandierati sui social, privando i rappresentanti del personale di un confronto dialettico su grandi temi per i quali serve il coinvolgimento dei corpi intermedi della società, in grado di dare un contributo equilibrato e costruttivo alle necessità di operatori professionisti.

È mancata ogni occasione per conoscere i riflessi della legge di bilancio sull’intero comparto, dove il Governo si è assunto la responsabilità di evitare persino il dibattito parlamentare, rimettendosi ad un mero calcolo contrattualistico, estraneo alle reali esigenze da soddisfare. È mancato il confronto trasversale con tutti i Ministri interessati, dalla Difesa alla Sicurezza, dall’Economia agli Interni e alla Giustizia. Usciamo dalla retorica di facciata e confrontiamoci sui contenuti.

Le risorse apposte nella Legge di bilancio non potranno garantire un’apprezzabile concertazione, né tanto meno la possibilità di ridisegnare un rilancio di riassetto delle carriere di un personale che non intende elemosinare compensi, ma chiede il rispetto della propria professionalità non adeguatamente compensata e misurata.

Di contro, si assiste da anni ad un mero consolidamento di una classe dirigente che in un silenzio assordante, è alla continua ricerca di ruoli di primo piano nella P.A..

Continua la lettura sul sito difesaonline.it

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