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Tredicesima NoiPA 2025: data di erogazione e calcolo

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Ogni dicembre milioni di lavoratori dipendenti attendono la tredicesima, la mensilità aggiuntiva che precede le feste di Natale e sostiene spese e consumi di fine anno. In questo approfondimento ricostruiamo l’origine storica della tredicesima mensilità e come viene calcolata e pagata per il personale delle amministrazioni gestite dal sistema del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La tredicesima: origini, regole e calcolo, da gratifica natalizia a diritto per tutti

Oggi la tredicesima è un diritto riconosciuto alla grande maggioranza dei lavoratori dipendenti italiani, ma non è sempre stato così.

All’inizio del Novecento la cosiddetta “gratifica natalizia” era un premio discrezionale: alcuni datori di lavoro, in prossimità del Natale, corrispondevano una somma aggiuntiva ai propri dipendenti, senza alcun obbligo di legge.

Il salto di qualità arriva con il Contratto collettivo nazionale di lavoro per gli impiegati dell’industria del 5 agosto 1937, che introduce per la prima volta l’obbligo di una mensilità aggiuntiva rispetto alle dodici ordinarie, da corrispondere a fine anno. Qualche anno più tardi, l’Accordo interconfederale per l’industria del 27 ottobre 1946 estende il trattamento anche agli operai.

La vera universalizzazione si completa nel 1960, quando il D.P.R. n. 1070 recepisce questi accordi rendendo la gratifica natalizia un istituto generalizzato per i lavoratori dipendenti. Da allora, la tredicesima viene prevista nei vari contratti collettivi di categoria e fa parte a pieno titolo del sistema retributivo italiano.

Nel tempo la funzione originaria – sostenere le spese legate al periodo natalizio – si è affiancata a un ruolo macroeconomico: la tredicesima incide sui consumi di dicembre ed è monitorata come indicatore della capacità di spesa delle famiglie.

Chi ha diritto alla tredicesima

In linea generale la tredicesima spetta a tutti i lavoratori dipendenti, con contratto a tempo determinato o indeterminato, salvo differenti previsioni nei singoli CCNL. È riconosciuta anche ai pensionati, sotto forma di mensilità aggiuntiva erogata dall’ente previdenziale. Le modalità concrete di maturazione e di erogazione possono comunque variare in base ai singoli contratti collettivi e alle norme di settore applicabili.

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Per quanto riguarda il personale gestito da NoiPA, la tredicesima è corrisposta a tutti i dipendenti delle amministrazioni incluse nel sistema che abbiano maturato almeno un mese di retribuzione nell’anno in corso.

In caso di cessazione del rapporto di lavoro prima di dicembre (dimissioni, pensionamento, scadenza del contratto), la quota di tredicesima maturata viene liquidata con l’ultimo cedolino utile.

Quando viene pagata: il calendario NoiPA 2025

Per il 2025 NoiPA prevede l’erogazione della tredicesima lunedì 15 dicembre, insieme al cedolino stipendiale ordinario. Fanno eccezione i dipendenti delle Aziende sanitarie e ospedaliere, che ricevono la tredicesima con un cedolino aggiuntivo rispetto a quello di dicembre.

Per il personale della scuola la tempistica segue alcune regole specifiche:

  • i supplenti brevi e saltuari ricevono la tredicesima mese per mese, proporzionata ai periodi lavorati, direttamente nel cedolino ordinario;

  • i supplenti con contratto fino al 30 giugno 2026 e i supplenti annuali al 31 agosto 2026 percepiscono invece la tredicesima nel mese di dicembre, come il resto del personale.

Come si calcola l’importo della tredicesima

La tredicesima è calcolata sulla base della retribuzione globale del dipendente. Lo stipendio di riferimento è quello del mese di dicembre oppure, se il rapporto termina prima, quello dell’ultimo mese di servizio.

Per ogni mese lavorato il dipendente matura un dodicesimo di tredicesima. In molti casi è sufficiente aver lavorato più di 15 giorni perché il mese venga considerato utile ai fini della maturazione.

In sintesi:

  • si individua lo stipendio mensile di riferimento (dicembre o mese di cessazione);

  • lo si divide per 12, ottenendo un dodicesimo;
  • si moltiplica questo importo per il numero di mesi utili dell’anno (in cui il lavoratore ha prestato servizio o era comunque retribuito).

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Per i lavoratori part-time, la retribuzione di riferimento viene naturalmente proporzionata alle ore lavorate.

Nei periodi di aspettativa non retribuita la tredicesima non matura. Le assenze disciplinate dai vari contratti collettivi (malattia, infortunio, maternità, congedi vari) possono avere regole diverse e vanno verificate caso per caso, in base al CCNL applicato.

Le voci che rientrano nel calcolo secondo NoiPA

Non tutte le somme presenti nel cedolino contribuiscono alla formazione della tredicesima. NoiPA, anche attraverso l’infografica dedicata, chiarisce cosa rientra e cosa resta fuori dal calcolo.

Cosa rientra nel calcolo

Tra le voci che normalmente concorrono a determinare l’importo della tredicesima troviamo:

  • Paga base contrattuale: lo stipendio tabellare previsto dal contratto di riferimento;
  • Indennità di vacanza contrattuale: l’elemento provvisorio riconosciuto in attesa del rinnovo del CCNL;
  • Scatti di anzianità o incrementi periodici, laddove previsti.

Si tratta, in generale, degli elementi fissi e continuativi della retribuzione. Per ogni comparto esistono poi indennità specifiche che possono essere incluse o escluse secondo quanto stabilito dai contratti.

Cosa non rientra nel calcolo

Restano invece al di fuori della base di calcolo, e quindi non incidono sull’importo della tredicesima, le somme che non hanno carattere retributivo continuativo o che remunerano prestazioni aggiuntive. In particolare, NoiPA ricorda che non concorrono alla tredicesima:

  • le indennità sostitutive (ad esempio, sostituzione di ferie non godute);
  • il lavoro straordinario;
  • le indennità per ferie;
  • le indennità di reperibilità;
  • i rimborsi spesa.

Queste voci compaiono in busta paga quando maturano, ma non vengono considerate nella determinazione della gratifica natalizia.

Tredicesima e tassazione

La tredicesima è pienamente tassata: sull’importo lordo si applicano i contributi previdenziali e l’IRPEF, con le aliquote previste per il lavoratore. In molti casi non vengono applicate le detrazioni per lavoro dipendente, motivo per cui l’importo netto della tredicesima può risultare inferiore rispetto a una mensilità ordinaria di pari ammontare lordo.

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Per i dipendenti NoiPA tutte le ritenute sono evidenziate nei cedolini di dicembre, consentendo di verificare nel dettaglio le trattenute fiscali e previdenziali.

Dove trovare le informazioni sul proprio cedolino

Per chi è in servizio presso amministrazioni gestite da NoiPA, la tredicesima è visibile e scaricabile direttamente nell’area riservata del portale oppure tramite l’app NoiPA, che consente di consultare i cedolini da smartphone e ricevere notifiche sulle principali novità.

Sul sito NoiPA è inoltre disponibile una Guida illustrata alla lettura del cedolino, utile per comprendere le varie aree del prospetto stipendiale, le voci fisse, quelle accessorie e le trattenute.


Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere divulgativo e non sostituiscono in alcun modo le disposizioni di legge, i contratti collettivi o le indicazioni fornite dalle amministrazioni di appartenenza e dagli enti previdenziali. Per decisioni operative o dubbi sul proprio caso concreto è sempre necessario fare riferimento alle fonti ufficiali e agli uffici competenti.

Approfondimento:

NoiPA spiega la tredicesima: https://noipa.mef.gov.it/cl/web/guest/-/noipa-spiega-la-tredicesi-1

Immagine: Freepik


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